Vernallergy Blog
Scopri la marcia allergica: come dermatite atopica, allergia alimentare, rinite e asma colpiscono il bambino. Un viaggio nel sistema immunitario iperattivo per capire l'atopia.
LeggiAllergie e sistema immunitario del bambino: perché l'atopia non è "difese basse". Scopri come gestire l'iper-reattività Th2 e l'infiammazione di Tipo 2 con il Dr. Nicola Verna.
LeggiRespirare con la bocca non è solo un "vizio", ma un segnale d'allarme. Scopri come l'ostruzione nasale modella il viso, rovina il sonno e perché la chirurgia non è l'unica via.
LeggiA un anno dal nostro ultimo approfondimento, l'allergia al sesamo mostra nuove sfide. Perché i test standard a volte falliscono? E perché "senza sesamo" è sempre più difficile da trovare? L'analisi del Dr. Nicola Verna.
LeggiIgE totali elevate non significano sempre allergia. Alcol, fumo, infezioni virali e parassiti possono alzare i valori senza sintomi allergici. Scopri quando un referto alto è normale, quando approfondire e come distinguere allergie vere da falsi allarmi.
LeggiAllergia a pesce e crostacei: sono la stessa cosa? Scopri le differenze, i sintomi e i rischi di anafilassi. Una guida pratica per capire la diagnosi, gestire l'adrenalina e vivere la tavola in sicurezza senza rinunce inutili.
LeggiStarnuti, naso che cola e prurito persistenti in inverno? Potrebbe non essere un raffreddore. Il 60% delle riniti allergiche da Cupressacee viene diagnosticato erroneamente come infezione virale. Scopri i 5 segnali per riconoscerla e quando rivolgersi allo specialista.
LeggiFino all'88% delle cefalee "sinusali" non è sinusite: sono emicranie o cefalee tensionali. La diagnosi vera richiede endoscopia o, in casi selezionati, la TAC dei seni paranasali. Scopri perché confondiamo i sintomi e quando serve davvero lo specialista per non perdere anni in terapie sbagliate.
LeggiVent’anni di studi smontano il mito delle allergie che “passano da sole”. Il 75% dei bambini allergici ai pollini resta tale in età adulta. Remissione non è guarigione: IgE e rischio persistono. Conoscere il decorso cambia scelte, tempi e terapie.
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