Alcune leggende metropolitane sulle allergie da sfatare
Categorie: Allergia alimentare, Allergie da farmaci, Rinite allergica, Orticaria cronica
Alcune leggende metropolitane sulle allergie da sfatare
Scopri i falsi miti sulle allergie che possono influenzare diagnosi e trattamenti. Dalla vaccinazione all’alimentazione, Vernallergy ti aiuta a distinguere verità e credenze per una gestione corretta delle allergie.
Alcune persone escludono immotivatamente alcuni alimenti dalla loro dieta senza una diagnosi di allergia, altre non si sottopongono alla vaccinazione anti-influenzale a causa di una presunta sensibilità all’uovo senza una chiara dimostrazione di allergia. Questi sono solo alcuni esempi di luoghi comuni che creano confusione e riducono la qualità della vita delle persone che non hanno ottenuto una corretta diagnosi specialistica di allergia.
“Ho un’allergia ai coloranti artificiali”
Alcuni attribuiscono i disturbi più svariati (orticaria cronica, asma, sindrome da deficit di attenzione e iperattività, etc.) all’allergia ai coloranti artificiali utilizzati per gli alimenti. Finora non vi è alcuna prova scientifica che i coloranti artificiali possano causare questi disturbi.
“Sono sensibile alle proteine dell’uovo e non posso sottopormi alle vaccinazioni anti-influenzali”
Alcune persone sensibili alle proteine delle uova rifiutano la vaccinazione anti-influenzale. Gli attuali vaccini anti-influenzali sono sicuri per la maggior parte delle persone con allergia all’uovo in quanto, pur essendo ottenuti coltivando i virus su uova di gallina, contengono quantità molto basse di proteine di tale alimento. E’ solo per gli individui con allergia “severa” all’uovo che è consigliabile consultare uno Specialista in Allergologia per una valutazione del rischio.
“Ho la rinite allergica e non posso fare l’anestesia locale dal dentista”
Alcuni pazienti pensano di doversi sottoporre a test allergometrici per gli anestetici locali usanti dal Dentista perché sono affetti da una rinite allergica. Non è stata mai dimostrata una cross-reattività tra le sostanze che provocano rinite allergica e gli anestetici locali. L’effettuazione dei test allergometrici per gli anestetici locali, nei pazienti che non hanno mai avuto alcuna reazione avversa a tali farmaci, non ha alcuna utilità. Allo stato attuale delle conoscenze mediche, infatti, i test allergometrici non sono in grado di prevedere nuove reazioni allergiche in pazienti che non hanno mai assunto un dato farmaco o non abbiamo mai avuto manifestazioni compatibili con allergia ad un dato farmaco.
“Non si devono somministrare alimenti allergizzanti ai bambini piccoli”
A causa anche di alcune linee guida di qualche anno fa, si è diffusa la convinzione che sarebbe pericoloso somministrare alimenti come noci e pesce ai bambini fino ai 12 mesi di età. Le raccomandazioni contenute in tali linee guida non erano basate su evidenze scientifiche e sono state successivamente smentite. In realtà, ci sono prove emergenti a favore dell’introduzione precoce di alimenti solidi, anche potenzialmente allergenici, affiancata all’allattamento al seno. Tale prassi sembra promuovere la tolleranza verso gli alimenti e ridurre le allergie.
“Il mio gatto è ipoallergenico!!!“
Non esistono animali con pelliccia veramente ipoallergenica. In realtà, tutti gli animali secernono alcuni allergeni nella loro saliva, dalle ghiandole sebacee e quelle perianali: non è la pelliccia che scatena le allergie. Alcune razze sono solo meno “fastidiose” per chi soffre di allergie rispetto ad altre. Attenzione anche pesci e tartarughe d’acqua dolce. Essi sono, spesso, considerati una valida alternativa per gli allergici ai derivati epidermici. Senza manutenzione sufficiente, però, anche il simpatico pesciolino “Nemo” può scatenare i sintomi delle allergie. In varie parti degli acquari o delle vaschette possono svilupparsi delle muffe potenzialmente allergizzanti!
“La diagnosi di allergia si fa con un prelievo di sangue”
Gli esami del sangue (dosaggio delle IgE specifiche ed ISAC) da soli sono in grado di evidenziare solo le “sensibilizzazioni” agli allergeni. L’essere sensibili ad una sostanza non è sinonimo di esserne allergici. E’ solo uno specialista Allergologo che può porre una diagnosi di allergia sulla base del racconto del paziente, i test cutanei, gli esami del sangue ed i test di provocazione. Basare la diagnosi solo su un test può portare a interpretazioni errate, confusione diagnostica e l’eliminazione ingiustificata di alcuni alimenti, farmaci etc.

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