Gli Allergici penalizzati dal decreto “esami inutili”

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Gli Allergici penalizzati dal decreto “esami inutili”
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Gli Allergici penalizzati dal decreto “esami inutili”

Il nuovo Decreto Ministeriale limita la prescrizione di test allergologici ai soli specialisti, creando possibili ritardi nella diagnosi di allergie gravi. Vernallergy analizza l’impatto di questa misura e l’importanza di un accesso rapido ai test.

Il recente Decreto Ministeriale dal titolo “Condizioni di erogabilità e indicazioni di appropriatezza prescrittiva delle prestazioni di assistenza ambulatoriale erogabili nell’ambito del Servizio Sanitario Nazionale” pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 21/1/2016 appare fortemente penalizzante per i pazienti allergici. Esso, infatti, prevede che la totalità degli esami diagnostici allergologici, sia in vivo (test cutanei a lettura immediata, ovvero, i prick-test, e quelli a lettura ritardata, i patch-test), sia in vitro (il dosaggio delle IgE specifiche) debbano essere autorizzati dagli specialisti del settore, non sono, cioè, più prescrivibili direttamente dal Medico di Medicina Generale e dal Pediatra di Libera Scelta.

Se, da un lato, il principio di base è condivisibile, ovvero evitare l’effettuazione di “esami inutili”, dall'altro, il decreto, a firma del ministro Beatrice Lorenzin, non tiene conto dell’esiguo numero di centri allergologici sull'intero territorio nazione in grado di fare da filtro, in tempi ragionevoli, per malattie, come quelle allergiche, che interessano, secondo le stime più recenti, fino al 30-35% della popolazione generale. I prevedibili ritardi nella diagnosi, poi, sono ancora più “pericolosi” se si considerano le forme potenzialmente fatali di allergie ad evoluzione anafilatticaprovocata dalle allergie alimentarida farmaci e da veleno di insetti. Il precoce inquadramento diagnostico specialistico allergologico di tipo etiologico, ovvero tramite l’individuazione delle cause di anafilassi, consente, infatti, di fornire ai pazienti dettagliate istruzioni per l’evitamento degli allergeni responsabili, la autogestione di eventuale riesposizioni accidentali e, quando indicato, la prescrizione delle immunoterapie specifiche in grado di fornire alti indici di protezione nei confronti di nuovi eventi potenzialmente fatali.

Ci si augura, pertanto, che tale decreto rappresenti solo l’inizio di una più ampia riforma del settore che preveda una ampliamento del numero e dell’organico dei centri pubblici di Allergologia per non assistere impotenti ad un incremento di decessi per malattie allergiche potenzialmente evitabili.

Riferimenti

Decreto Ministeriale 9 dicembre 2015.

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