Le allergie alimentari in vacanza
Categorie: Allergia alimentare
Le allergie alimentari in vacanza
Vernallergy: 7 consigli per chi soffre di allergie alimentari in vacanza. Parlate in anticipo con gli ospiti, prevenite contaminazioni e portate sempre farmaci di emergenza. Così si viaggia e ci si rilassa in sicurezza.
TEST Le vacanze, come qualsiasi altra attività ricreativa, possono diventare motivo di preoccupazione per i pazienti con allergia alimentare e per i loro genitori. Qualche consiglio può aiutare ad evitare di rovinarci dei momenti di relax:
È bene parlare con l'albergatore, il ristoratore, i parenti o gli amici dove si sarà ospiti prima di partire per definire il menu e comunicare con chiarezza le esigenze dietetiche della persona allergica che viaggerà con noi. Può essere utile, ad esempio, evitare di far lasciare in giro ciotole "di cortesia" contenenti frutta secca, caramelle, biscotti, frutta etc. in base alle specifiche allergie alimentari.
Educhiamo i nostri ospiti sul concetto delle "contaminazioni crociate". Anche se un alimento viene rimosso, lascia nel contenitore proteine alimentari potenzialmente allergizzanti fino a quando quest'ultimo non venga lavato con acqua e detersivo. Alimenti cosiddetti "sicuri" possono venire contaminati al contatto con altri alimenti o residui presenti su utensili e posate utilizzati per predisporre le pietanze.
Portiamo con noi pietanze "alternative sicure" soprattutto per i bambini allergici. Conoscere il menu in anticipo ci aiuterà a portare qualcosa di simile in modo che non si sentano emarginati.
All'arrivo a destinazione, controlliamo l'ambiente dove verrà consumato il pasto. Diamo un rapido sguardo alla ricerca della possibile presenza di allergeni alimentari (anche se abbiamo già concordato il menu con l'ospite, qualcun altro potrebbe aver portato altri alimenti non previsti). Per i bambini più piccoli, possono essere pericolosi anche residui di cibo accidentalmente lasciati nell'area giochi o nelle scodelle degli animali domestici!
Portiamo salviettine disinfettanti per pulire sia le mani sia le superfici con cui il bambino allergico può entrare in contatto (es. piani d'appoggio o giocattoli condivisi).
Non dimentichiamo i farmaci di emergenza e, prima di partire, rileggiamo cosa fare e in quale ordine. Nell'anafilassi il farmaco che agisce sui sintomi che mettono in pericolo la vita è l'adrenalina, e va usata secondo quanto indicato nel piano scritto dal proprio allergologo. Antistaminico e cortisone hanno un ruolo diverso: non sostituiscono l'adrenalina e non devono farla arrivare in ritardo. Gli incidenti possono accadere anche quando si pensa di avere tutto sotto controllo.
Se è previsto un viaggio in aereo ed al paziente allergico è stato raccomandato di portare con sé l'adrenalina autoiniettabile, è importante chiedere alla compagnia aerea quali sono le sue politiche per l'uso ed il trasporto di tale farmaco già al momento della prenotazione. Solo alcune compagnie dotano gli aeromobili di adrenalina autoiniettabile e addestrano taluni membri dei loro equipaggi al primo soccorso ed all'uso del farmaco. Nella maggior parte dei casi, quindi, l'uso dell'adrenalina sarà affidato al paziente stesso. L'adrenalina e gli altri farmaci per l'emergenza vanno, pertanto, portati con sé in cabina. In molti casi può essere necessario procurarsi una lettera del proprio Specialista Allergologo o Medico di Medicina Generale che spieghi il perché è necessario avere l'adrenalina sempre dietro. Ciò consentirà di passare attraverso i controlli all'imbarco.
Riferimenti
Travelling with food allergy - FARE
Nota di aggiornamento
Articolo pubblicato il 27 giugno 2021, aggiornato il 25 luglio 2026. Il punto 6 è stato riscritto per allineare il testo alle raccomandazioni correnti sulla gestione dell'anafilassi, che collocano l'adrenalina come farmaco di prima scelta nell'emergenza e attribuiscono ad antistaminici e cortisonici un ruolo diverso e non sostitutivo. I consigli pratici degli altri punti restano validi. Per la gestione del proprio caso fa sempre riferimento il piano scritto dallo specialista allergologo.


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