Allergie e cambiamenti climatici

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Allergie e cambiamenti climatici
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Allergie e cambiamenti climatici

Nell’episodio di Vernallergy vediamo come i cambiamenti climatici prolungano la stagione pollinica. I pollini iniziano prima e durano più a lungo, aggravando i sintomi allergici. Scopri come proteggerti dalle esposizioni prolungate.

Negli ultimi anni, i cambiamenti climatici hanno influenzato molti aspetti della nostra vita quotidiana, incluse le allergie. Questi cambiamenti hanno alterato l'ambiente in cui viviamo, influenzando la qualità dell'aria, i cicli delle stagioni e la diffusione di allergeni. Per chi soffre di allergie, questa evoluzione può comportare un peggioramento dei sintomi e nuove sfide da affrontare.

1. Prolungamento della stagione pollinica

Il riscaldamento globale ha esteso la durata delle stagioni polliniche. Le piante cominciano a produrre polline prima e continuano per periodi più lunghi. Studi hanno dimostrato che negli ultimi decenni, in molte regioni, la stagione dei pollini è iniziata circa 20 giorni prima e si è prolungata per almeno 8 giorni in più rispetto al passato. Questo significa che chi soffre di allergie ai pollini (come quelli di graminacee, parietaria e ambrosia) può sperimentare sintomi per un periodo più lungo, con un impatto significativo sulla qualità della vita.

2. Aumento della concentrazione di polline

Non solo le stagioni polliniche si sono allungate, ma le piante stanno producendo più polline a causa delle maggiori concentrazioni di anidride carbonica (CO2) nell’atmosfera. Le piante, in un ambiente più ricco di CO2, tendono a crescere di più e a produrre quantità maggiori di polline. Un’analisi ha rilevato che il polline di alcune specie allergeniche, come l'ambrosia, è aumentato significativamente. Questo porta a una maggiore esposizione agli allergeni e, di conseguenza, a un potenziale aumento della gravità dei sintomi allergici.

3. Qualità dell’aria e sostanze inquinanti

I cambiamenti climatici stanno aggravando l'inquinamento atmosferico, il che può peggiorare le malattie respiratorie allergiche come l'asma. L'aumento delle temperature e la presenza di inquinanti come l'ozono e il particolato sottile (PM 2.5) possono irritare le vie respiratorie e rendere i sintomi allergici più intensi. Questo è particolarmente preoccupante per chi soffre di asma allergica, poiché l'inquinamento atmosferico può esacerbare le difficoltà respiratorie.

4. Diffusione di nuove specie allergeniche

I cambiamenti climatici stanno favorendo l'espansione di piante allergeniche in nuove aree geografiche. L'ambrosia (Ambrosia artemisiifolia), ad esempio, è originaria del Nord America, in particolare degli Stati Uniti e del Canada. Questa pianta, famosa per il suo polline altamente allergenico, si è diffusa successivamente in altre parti del mondo, tra cui Europa, Asia e Australia, principalmente a causa delle attività umane come il commercio e i trasporti. Nell'ambiente europeo, è considerata una specie invasiva. Queste "invasioni" possono causare l'insorgenza di nuovi sintomi allergici in persone che non avevano mai sofferto di allergie stagionali.

5. Aumento delle muffe e umidità

Il riscaldamento globale non ha solo conseguenze per i pollini. Le condizioni più calde e umide favoriscono la crescita di muffe, un altro importante allergene. In particolare, le zone soggette a inondazioni e a eventi meteorologici estremi possono diventare terreno fertile per la proliferazione di muffe indoor, peggiorando i sintomi in chi è allergico alle spore fungine.

6. Conclusioni e raccomandazioni

Per i pazienti con allergie, i cambiamenti climatici rappresentano una nuova sfida. Un ambiente più caldo e inquinato, con stagioni polliniche più lunghe e una maggiore diffusione di allergeni, può aggravare i sintomi. È importante che i pazienti siano consapevoli di questi cambiamenti e si preparino in anticipo, consultando il proprio specialista allergologo per adottare strategie preventive. Alcune misure utili includono l'uso di purificatori d'aria, evitare l’esposizione ai pollini nelle ore di picco e monitorare la qualità dell’aria tramite app o servizi dedicati. 

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