Alternaria: la muffa che può aggravare l'asma (e a luglio è già nell'aria)

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Alternaria: la muffa che può aggravare l'asma (e a luglio è già nell'aria)
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Alternaria: la muffa che può aggravare l'asma (e a luglio è già nell'aria)

L'Alternaria è una muffa che si associa ad asma più grave. A Pescara le spore sono già a livelli medi a inizio luglio. Chi è a rischio e come riconoscerla.

English Abstract

Alternaria alternata is an outdoor mould whose airborne spores peak in late summer and early autumn, yet it is often dismissed as a minor late-season allergen. This is a clinically relevant error: sensitization to A. alternata is associated with asthma severity and has been over-represented among young patients presenting with respiratory arrest. In the central Adriatic area the spore load is already at medium levels in early July, precisely when tree and grass pollen decline, leaving Alternaria as the dominant aeroallergen. This creates a recognisable clinical trap: the patient whose respiratory symptoms worsen in mid-summer is frequently reassured that "pollen season is over" and is not investigated for mould sensitization. This article translates the aerobiological data from the ARTA Abruzzo and ARPA Marche monitoring networks, together with the supporting literature, into practical guidance. The key message is not alarm but timing: patients with asthma who deteriorate in late summer deserve assessment for mould sensitization and, above all, should not interrupt their controller therapy during the months in which they feel apparently better.

Sei asmatico, i pollini di primavera sono ormai un ricordo, e all'inizio di luglio ti aspetti di respirare meglio. Invece la tosse torna, il respiro si fa corto la sera, e quando ne parli ti senti dire che "ormai non è più stagione". Sul polline, hanno ragione. A Pescara, nell'ultima settimana rilevata da ARTA, graminacee e parietaria sono in calo netto e le previsioni parlano di pollini in attenuazione.

Ma c'è un aeroallergene che in quella stessa settimana ha visto i valori giornalieri che passavano da circa 9 spore per metro cubo di mercoledì a oltre 53 di venerdì: l'Alternaria. È una muffa, non un polline, e la sua stagione non finisce con la primavera. Anzi, il suo picco deve ancora arrivare. Vale la pena capirla, perché tra tutti gli allergeni che respiri all'aperto è quello con il legame più stretto con l'asma grave.

L'Alternaria non è una pollinosi di serie B

Alternaria alternata è una delle muffe più diffuse nell'aria che respiriamo. Le sue spore si comportano in modo diverso dai pollini. Il fungo cresce sui residui vegetali quando c'è umidità, ma le spore finiscono in aria soprattutto nelle giornate calde e secche, e la loro presenza si estende da maggio fino all'autunno inoltrato, con i valori più alti tra fine estate e inizio autunno.

Il punto che la rende diversa dagli altri allergeni respiratori è clinico. La sensibilizzazione all'Alternaria è associata a una forma di asma più grave, non solo a un raffreddore stagionale. Uno studio di popolazione pubblicato sul Journal of Allergy and Clinical Immunology ha collegato questa sensibilizzazione alla gravità dell'asma indipendentemente dagli episodi più drammatici. E in una casistica storica di giovani pazienti con arresto respiratorio da asma, la sensibilizzazione all'Alternaria era largamente più frequente rispetto agli asmatici di controllo. Non è un dato che va trasformato in un numero da titolo, perché parliamo di pochi casi studiati, ma la direzione è chiara ed è confermata dalla letteratura successiva.

Nello stesso studio europeo su oltre mille adulti asmatici, la sensibilizzazione alle muffe si accompagnava a un'asma più grave anche tenendo conto contemporaneamente di pollini, acaro e gatto. Per i pollini, invece, questa associazione con la gravità non c'era. È la ragione per cui l'Alternaria merita una riga a parte e non una voce in fondo alla lista.

A luglio i pollini scendono, la spora sale

Qui entra il dato locale, quello che ti riguarda se vivi tra Abruzzo e Marche.

Nella stazione ARTA di Pescara, settimana dal 29 giugno al 5 luglio 2026, l'Alternaria è stata classificata a concentrazione media, con i valori giornalieri che passavano da circa 9 spore per metro cubo di mercoledì a oltre 53 di venerdì. Nella stessa settimana i pollini erano in coda di stagione: graminacee e urticacee su valori bassi, olivo quasi assente, e la previsione ufficiale per i giorni successivi era di ulteriore attenuazione.

Poco più a nord, la stazione ARPA Marche di Castel di Lama, in provincia di Ascoli Piceno, aveva registrato a metà giugno una media settimanale intorno a 50 spore per metro cubo, sempre su livelli medi secondo la classificazione ARPA. Due reti diverse, due settimane diverse, stessa fotografia: mentre i pollini calano, l'Alternaria resta protagonista. E siamo ancora lontani dal picco stagionale.

Tradotto: il paziente che a inizio estate peggiora e si sente rispondere "non è più stagione di pollini" spesso ha ragione. Non è più stagione di pollini. È stagione di Alternaria.

La montagna non è sempre un rifugio

C'è una convinzione diffusa, che chi soffre di allergie respiratorie stia meglio spostandosi verso l'interno, lontano dalla costa. Per l'Alternaria non è detto.

Dai calendari elaborati da ARTA sui dati raccolti tra il 2012 e il 2014, l'indice annuale di Alternaria della stazione dell'Aquila risulta nettamente più alto di quello di Pescara, per le diverse caratteristiche di vegetazione, geografia e clima dell'entroterra. È un dato che vale la pena conoscere se sei sensibilizzato e pensi che l'aria dell'entroterra sia automaticamente più sicura. Per questa spora, il criterio non è costa contro montagna: è la vegetazione e il clima del posto in cui ti trovi.

Perché la diagnosi spesso salta

L'Alternaria sfugge per un motivo pratico. Molti pazienti hanno sintomi che seguono un calendario "sfasato" rispetto ai pollini classici, e questa sfasatura confonde. Chi peggiora a fine agosto o a settembre viene indagato per i pollini di quel periodo, non per le muffe, che nei test non sempre vengono incluse o valorizzate.

Il concetto chiave, come sempre in allergologia, è che essere sensibilizzati non equivale a essere allergici. Un test positivo per Alternaria in una persona senza sintomi è un dato di laboratorio, non una diagnosi. Ma in un asmatico con sintomi che seguono la curva estivo-autunnale delle spore, quello stesso test cambia il quadro, perché individua un fattore di rischio che merita attenzione nella gestione della malattia.

Cosa fare (e cosa evitare)

Utile:

  • Annotare in che mesi i sintomi respiratori peggiorano davvero: se il picco è tra fine estate e autunno, parlane con lo specialista

  • Chiedere all'allergologo se nel tuo profilo di sensibilizzazione sono state valutate le muffe, Alternaria compresa

  • Non interrompere la terapia di fondo dell'asma nei mesi in cui ti senti apparentemente meglio: è proprio la continuità che protegge quando la carica di allergene sale

  • Consultare i bollettini aerobiologici della tua regione (ARTA per l'Abruzzo, ARPA Marche) per capire l'andamento locale delle spore

Da evitare:

  • Dare per scontato che "finita la primavera è finita l'allergia": per le muffe non è così

  • Presumere che spostarsi verso l'interno metta automaticamente al riparo

  • Modificare o sospendere i farmaci per l'asma di testa propria sulla base di come ti senti in un dato giorno

FAQ

  • L'Alternaria è la muffa che vedo sui muri di casa? Non esattamente. Le muffe che compaiono sulle pareti umide sono un problema di esposizione indoor, mentre l'Alternaria di cui parliamo qui è soprattutto una spora dell'aria esterna, legata alla vegetazione e al clima. Le due cose possono coesistere, ma la sensibilizzazione respiratoria rilevante riguarda in genere l'esposizione outdoor.

  • Se sono allergico ai pollini sono anche allergico all'Alternaria? No, sono sensibilizzazioni distinte. Si può essere allergici all'una, agli altri, o a entrambi. Solo un profilo diagnostico costruito con lo specialista può dirlo.

  • Il caldo delle città peggiora la situazione? Il caldo secco favorisce la dispersione delle spore, e in ambiente urbano la combinazione con l'inquinamento può appesantire i sintomi respiratori. Il monitoraggio aerobiologico serve proprio a leggere questo andamento giorno per giorno.

Detto questo, l'Alternaria può colonizzare anche gli ambienti chiusi, e nelle case dove i suoi antigeni sono più alti nella polvere i sintomi asmatici risultano più frequenti. Quindi l'umidità in casa non è un capitolo separato dal tuo respiro, è solo una via di esposizione diversa.

Takeaway

  • L'Alternaria è l'allergene respiratorio outdoor con il legame più stretto con l'asma grave

  • La sua stagione non finisce con la primavera: il picco è tra fine estate e inizio autunno

  • A inizio luglio, a Pescara, i pollini calano ma la spora è già su livelli medi

  • Chi peggiora d'estate viene spesso rassicurato a torto: quel peggioramento va indagato

  • L'entroterra non è automaticamente più sicuro della costa

  • La regola d'oro resta non interrompere la terapia di fondo nei mesi apparentemente tranquilli

VernAllergy, se lo sai ti curi meglio.

Bibliografia

  1. Neukirch C, Henry C, Leynaert B, et al. Is sensitization to Alternaria alternata a risk factor for severe asthma? A population-based study. J Allergy Clin Immunol. 1999;103(4):709-711. — https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/10200024/

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  6. Zureik M, Neukirch C, Leynaert B, Liard R, Bousquet J, Neukirch F. Sensitisation to airborne moulds and severity of asthma: cross sectional study from European Community respiratory health survey. BMJ 2002;325(7361):411-4. https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC119432/

Disclaimer: le informazioni di questo articolo sono basate sui dati aerobiologici delle reti ARTA Abruzzo e ARPA Marche e sulla letteratura scientifica citata, integrate dall'esperienza clinica del Dott. Verna. Non sostituiscono il parere medico personalizzato. Per diagnosi e terapie, consultare il proprio specialista.

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