Anafilassi: cosa è cambiato dal 2018? Aggiornamenti Importanti per la Tua Sicurezza!

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Anafilassi: cosa è cambiato dal 2018? Aggiornamenti Importanti per la Tua Sicurezza!
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Anafilassi: cosa è cambiato dal 2018? Aggiornamenti Importanti per la Tua Sicurezza!

Anafilassi: reazione allergica grave che coinvolge più organi. Dal 2019, criteri WAO includono sintomi respiratori/cardiovascolari SENZA manifestazioni cutanee. ADRENALINA subito, poi Pronto Soccorso. Attenzione a reazioni bifasiche (fino a 48h dopo).

Ciao a tutti i lettori di VernAllergy! Vi ricordate il nostro articolo del 2018 su allergie e anafilassi intitolato Che cosa sono le allergie e l'anafilassi e perchè sono pericolose? Da allora, la scienza ha fatto progressi, e oggi vogliamo aggiornarvi sulle ultime novità riguardanti l'anafilassi, basandoci sulle più recenti evidenze scientifiche.

Come ricordavamo allora, l'anafilassi è una reazione allergica grave e potenzialmente pericolosa per la vita che può manifestarsi rapidamente e coinvolgere più organi del corpo. Capire come riconoscerla e cosa fare è fondamentale.

Negli ultimi anni, si è cercato di rendere ancora più chiara la diagnosi di anafilassi. Oltre ai criteri che già conoscevamo, proposti dal National Institutes of Allergy and Infectious Disease/Food Allergy and Anaphylaxis Network (NIAID/FAAN), nel 2019 l'Organizzazione Mondiale dell'Allergia (WAO) ha proposto dei criteri rivisti per semplificare la diagnosi. L'obiettivo è riconoscere anche quei casi in cui i sintomi principali possono essere a livello respiratorio (come forte affanno o stridore) o cardiovascolare (improvviso calo di pressione), anche in assenza di manifestazioni cutanee. Questo è importante perché ci aiuta a non sottovalutare reazioni che potrebbero essere anafilassi anche se non presentano tutti i sintomi "classici".

Una cosa che non cambia, anzi viene ancora più sottolineata, è l'importanza cruciale dell'adrenalina. In caso di sospetta anafilassi, l'epinefrina va somministrata immediatamente per bloccare la progressione della reazione. Non aspettate che i sintomi peggiorino! Anche se i sintomi dovessero migliorare da soli, è comunque fondamentale recarsi subito in pronto soccorso.

Un altro aspetto importante da tenere a mente è la possibilità di reazioni bifasiche, ovvero la ricomparsa dei sintomi anche dopo un apparente miglioramento, senza una nuova esposizione all'allergene. Queste reazioni possono verificarsi entro 1-48 ore dalla risoluzione dei primi sintomi. Per questo motivo, soprattutto se la reazione iniziale è stata grave o se è stata necessaria più di una dose di adrenalina, i medici potrebbero raccomandare un periodo di osservazione più prolungato in ospedale.

Anafilassi, l’allarme WAO 2023: riconoscere i sintomi ‘nascosti’ può salvare la vita. Ecco le linee guida aggiornate e i rischi da non sottovalutare.

Parlando di cause, sappiamo che il cibo rimane una delle principali cause di anafilassi nei bambini, con differenze a seconda dell'età (latte nei neonati, arachidi nei bambini, crostacei e frutta a guscio negli adolescenti e negli adulti). Negli adulti, anche le punture di insetti e i farmaci sono trigger importanti. Negli ultimi anni, è stata meglio definita la sindrome alfa-Gal, una reazione allergica ritardata alla carne rossa (di solito 2-6 ore dopo l'ingestione) causata dalla sensibilizzazione a un particolare zucchero (alfa-galattosio) spesso a seguito di una puntura di zecca. Se notate reazioni dopo aver mangiato carne rossa senza una causa chiara, parlatene con il vostro medico.

È importante anche conoscere i fattori di rischio per reazioni anafilattiche più severe o addirittura fatali. Tra questi, l'età avanzata (sopra i 65 anni), la presenza di malattie cardiache o polmonari (come l'asma), e l'uso di alcuni farmaci come i beta-bloccanti possono aumentare il rischio di gravità. Anche un ritardo nella somministrazione di epinefrina può rendere la reazione più pericolosa.

Ecco alcuni consigli pratici aggiornati per affrontare al meglio il rischio di anafilassi:

  • Riconosci i sintomi: Impara a distinguere i segnali di una reazione allergica e, soprattutto, i sintomi che possono indicare l'inizio di un'anafilassi, ricordando che anche solo sintomi respiratori o un calo di pressione possono essere segnali importanti.

  • Agisci subito: Se sospetti un'anafilassi, non esitare a usare l'auto-iniettore di epinefrina se lo hai a disposizione. La tempestività è fondamentale.

  • Chiama i soccorsi: Dopo aver somministrato l'epinefrina, chiama immediatamente il 112 o chiedi a qualcuno di farlo.

  • Porta sempre con te l'epinefrina: Se ti è stata prescritta, assicurati di averla sempre con te e che sia entro la data di scadenza. Insegna alle persone che ti circondano come e quando usarla.

  • Evita gli allergeni: La strategia migliore rimane sempre l'evitare i tuoi allergeni noti con la massima attenzione. Leggi attentamente le etichette e informa sempre quando mangi fuori casa.

  • Considera l'immunoterapia: Se sei allergico a veleno di insetti, parla con il tuo allergologo riguardo all'immunoterapia specifica, che può ridurre significativamente il rischio di reazioni future.

  • Consulta uno specialista: Se hai avuto una reazione allergica importante, o se sospetti di avere un'allergia, è fondamentale rivolgerti a un allergologo-immunologo per una diagnosi precisa, per identificare i trigger e per ricevere consigli personalizzati. In caso di sospetta sindrome alfa-Gal, anche in assenza di un chiaro allergene scatenante, una consulenza specialistica è raccomandata.

  • Sii preparato per le reazioni bifasiche: Sii consapevole della possibilità di una seconda ondata di sintomi e segui le indicazioni del medico riguardo al periodo di osservazione.

Ricorda, essere informati e preparati è il modo migliore per affrontare le allergie e l'anafilassi con serenità. Continua a seguirci su VernAllergy per rimanere aggiornato!

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