Deglutizione difficile? Scopri se è Esofagite Eosinofila (Eosinophilic Esophagitis - EoE)!
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Deglutizione difficile? Scopri se è Esofagite Eosinofila (Eosinophilic Esophagitis - EoE)!
Esofagite Eosinofila: malattia infiammatoria cronica con accumulo eosinofili nell'esofago. Sintomi: disfagia, cibo bloccato in gola. Diagnosi: endoscopia con ≥15 eosinofili/hpf. Trattamenti: Jorveza (budesonide), Dupixent (Dupilumab). Monitoraggio continuo necessario per prevenire stenosi esofagee.
Questo articolo è dedicato ad un sintomo che forse molti di voi hanno sperimentato ma non sanno riconoscere: quella fastidiosa sensazione che il cibo non scenda, che si blocchi in gola. Un senso di "appiccicamento", una difficoltà a deglutire che vi porta a bere tantissimo ad ogni boccone o a prolungare i pasti all'infinito che in una parola sola i medici chiamano disfagia. Se vi riconoscete in queste parole, è il momento di prestare attenzione: potrebbe trattarsi di Esofagite Eosinofila.
Ti capita spesso di sentire il cibo bloccarsi in gola mentre mangi? Potrebbe non essere solo un fastidio ma il segnale di Esofagite Eosinofila. Scopri i sintomi, la diagnosi con endoscopia e i trattamenti disponibili in Italia per evitare danni permanenti al tuo esofago.
Che cos'è l'Esofagite Eosinofila (EoE)?
L'Esofagite Eosinofila, o Eosinophilic Esophagitis - EoE, è una malattia infiammatoria cronica immuno-mediata dell'esofago, il condotto che porta il cibo dalla bocca allo stomaco. Immaginate che l'esofago, invece di essere liscio e permettere al cibo di scivolare facilmente, si infiammi. Questa infiammazione è causata da un accumulo anomalo di globuli bianchi chiamati eosinofili nella mucosa esofagea. Questi eosinofili rilasciano sostanze che danneggiano il tessuto, portando a quella che sentite come difficoltà a deglutire.
I sintomi a cui prestare attenzione: un campanello d'allarme per tutte le età
I segnali dell'EoE variano leggermente a seconda dell'età, ma il filo conduttore è sempre la disfagia, ovvero la difficoltà a deglutire.
Negli adulti, i sintomi più comuni includono la persistente sensazione che il cibo si blocchi in gola (in particolare cibi solidi) o che il transito sia rallentato, costringendovi a bere molto durante i pasti o a masticare eccessivamente. Molti pazienti, purtroppo, si adattano a questi disagi, modificando le proprie abitudini alimentari (ad esempio, evitando alcuni alimenti o tagliando il cibo in pezzi piccolissimi), ma è fondamentale capire che non è una condizione normale e che non deve essere ignorata. Altri sintomi possono essere bruciore di stomaco, dolore toracico, vomito e nausea.
Nei bambini e nei lattanti, i sintomi possono essere meno specifici e più insidiosi, rendendo la diagnosi più complessa. Fate attenzione a vomito frequente, difficoltà nell'alimentazione (ad esempio, rifiuto del cibo, prolungati tempi di pasto, irritabilità durante i pasti) e, in alcuni casi, un ritardo nella crescita (scarso accrescimento o mancato raggiungimento delle tappe di crescita). Possono presentarsi anche dolore addominale e bruciore di stomaco.
Non solo EoE: le altre cause di sintomi simili
È importante sapere che sintomi come la difficoltà a deglutire o il vomito possono essere causati anche da altre condizioni. La più comune da distinguere dall'EoE è la malattia da reflusso gastroesofageo (GERD). La differenza chiave è che, per porre diagnosi di EoE, è necessario escludere altre cause di eosinofilia esofagea. In passato, si richiedeva anche una prova con i farmaci inibitori di pompa protonica (PPI) per escludere una "esofagite eosinofila responsiva ai PPI", ma le linee guida più recenti hanno rimosso questa necessità, riconoscendo l'EoE come una condizione a sé stante.
Un altro aspetto fondamentale è che l'EoE è spesso associata ad altre patologie allergiche, come asma, rinite allergica e dermatite atopica. Infatti, l'EoE è considerata una manifestazione del "marchio atopico", un termine che descrive la progressione naturale delle malattie allergiche in alcuni individui. La gestione del paziente atopico nel suo complesso è cruciale per controllare l'EoE. Se avete più di una di queste condizioni, l'allergologo è la figura più indicata per una valutazione complessiva.
Come si arriva alla diagnosi: endoscopia e biopsie, gli standard insostituibili
La diagnosi di Esofagite Eosinofila non può prescindere da un esame fondamentale: l'esofagogastroduodenoscopia (EGDS) con biopsie esofagee. È l'unico modo per avere una certezza diagnostica.
Durante l'endoscopia, il gastroenterologo esamina l'esofago e può rilevare alcuni segni caratteristici, seppur non sempre presenti, che suggeriscono l'EoE, come solchi longitudinali, anelli concentrici (aspetto "trachealizzato" dell'esofago), o piccoli puntini biancastri (essudati eosinofili). L'aspetto endoscopico, pur essendo indicativo, non è sufficiente per una diagnosi definitiva.
La vera conferma arriva dall'esame istologico delle biopsie. Per avere un quadro completo e superare la natura "a chiazze" dell'infiammazione, è cruciale prelevare almeno cinque biopsie da diverse aree dell'esofago (tipicamente dal tratto distale e prossimale). La diagnosi di EoE è confermata quando si riscontrano almeno 15 eosinofili per campo ad alto ingrandimento (hpf) in uno o più campioni bioptici. È importante sottolineare che, anche se i sintomi sono lievi o assenti, la presenza di eosinofili a questo livello indica malattia attiva.
Il monitoraggio continuo: oltre i sintomi, per una remissione reale
Una volta diagnosticata l'EoE, la strada è lunga. Essendo una malattia cronica e progressiva, richiede un monitoraggio continuo e a lungo termine. E qui sta una delle sfide maggiori: la regressione dei sintomi non sempre corrisponde a una reale remissione della malattia a livello tissutale. Potreste sentirvi meglio, ma l'infiammazione potrebbe persistere nell'esofago, causando danni silenziosi. Per questo motivo, le biopsie ripetute sono ancora lo strumento d'oro per valutare la risposta al trattamento e l'attività della malattia. Le linee guida raccomandano un follow-up endoscopico con biopsie ogni 1-2 anni, anche in assenza di sintomi.
La ricerca è attivamente impegnata nella difficile ricerca di marcatori meno invasivi per il monitoraggio. Test come il test del filo esofageo (Esophageal String Test - EST) o la ricerca di biomarcatori nel sangue (come l'eosinophil-derived neurotoxin - EDN, la conta assoluta degli eosinofili - AEC, o specifici IgE/IgG4) mostrano risultati promettenti, ma non sono ancora entrati nella pratica clinica di routine come sostituti delle biopsie.
I pericoli dell'EoE non trattata o trattata male
Non prendere sul serio l'Esofagite Eosinofila può avere conseguenze importanti. Se l'infiammazione non viene controllata, l'esofago può subire danni strutturali permanenti, un processo chiamato rimodellamento fibroso. Questo può portare alla formazione di stenosi, ovvero veri e propri restringimenti del condotto esofageo. Questi restringimenti aumentano significativamente il rischio di impatti del bolo alimentare, situazioni in cui il cibo si blocca completamente, rendendo necessaria una procedura endoscopica d'urgenza per rimuoverlo. In rari casi, possono verificarsi anche perforazioni esofagee, un evento grave che richiede un intervento immediato. Un ritardo nella diagnosi e nel trattamento aumenta notevolmente il rischio di sviluppare queste complicanze fibrotiche. Ecco perché è così importante una gestione tempestiva e continua.
Le opzioni terapeutiche disponibili in Italia
Il panorama dei trattamenti per l'EoE si è evoluto molto negli ultimi anni, offrendo diverse strategie per gestire la malattia e prevenire le complicanze. In Italia, le opzioni includono farmaci, terapie dietetiche e, in alcuni casi, dilatazioni endoscopiche. L'obiettivo è sempre raggiungere e mantenere la remissione dell'infiammazione.
Inibitori di Pompa Protonica (PPI): Sono farmaci che riducono la produzione di acido nello stomaco e vengono spesso utilizzati come prima linea di trattamento per l'EoE. Possono indurre remissione clinica e istologica in una parte significativa dei pazienti. Tuttavia, è fondamentale sapere che, pur essendo efficaci, il loro impiego per l'EoE è attualmente considerato "off-label" in Italia, ovvero non è un'indicazione ufficialmente approvata per la quale sono stati originariamente sviluppati.
Corticosteroidi Topici Ingeriti: Questi farmaci agiscono direttamente sull'esofago, riducendo l'infiammazione locale.
La molecola più nota è la budesonide. In Italia, è disponibile la formulazione in compresse orodispersibili con il nome commerciale di Jorveza®.
Come funziona Jorveza®? Inibisce la produzione di molecole pro-infiammatorie nell'esofago, come la linfopoietina timica stromale (TSLP), l'interleuchina-13 (IL-13) e l'eotassina-3 (eotaxin-3), riducendo così l'infiltrazione eosinofila.
Indicazioni e Posologia: Jorveza® è indicato per il trattamento dell'esofagite eosinofila negli adulti (età superiore a 18 anni). La dose raccomandata per l'induzione della remissione è di 1 mg due volte al giorno (totale 2 mg/die) per 6-12 settimane. Per il mantenimento della remissione, la dose può variare da 0,5 mg due volte al giorno a 1 mg due volte al giorno, a seconda delle esigenze cliniche del paziente.
Modalità di assunzione: la compressa deve essere assunta immediatamente dopo essere stata estratta dal blister, dopo un pasto. Va posta sulla punta della lingua e premuta delicatamente contro il palato, dove si dissolve lentamente (da 2 a 20 minuti). La saliva carica di budesonide va deglutita lentamente per garantire un contatto ottimale con la mucosa esofagea. È fondamentale non mangiare o bere nulla e non effettuare l'igiene orale per almeno 30 minuti dopo l'assunzione. La compressa non deve essere masticata o deglutita intera.
Effetti collaterali: l'effetto collaterale più comune è la candidiasi orale, orofaringea o esofagea (un'infezione fungina), che può essere trattata con farmaci antimicotici specifici senza interrompere Jorveza®. Possono manifestarsi anche effetti sistemici legati ai corticosteroidi, sebbene meno frequenti rispetto ai corticosteroidi orali tradizionali, come la soppressione surrenalica o disturbi visivi.
Terapie Dietetiche di Eliminazione: Queste prevedono l'eliminazione di specifici alimenti sospettati di scatenare la reazione allergica. Sebbene gli esami allergologici tradizionali (come i test cutanei prick o i dosaggi di IgE specifiche) non siano sempre affidabili per identificare i "cibi trigger" dell'EoE, le diete di eliminazione empirica si sono dimostrate efficaci. Le più comuni sono la dieta dei sei alimenti (latte, grano, uova, soia, frutta a guscio, pesce/frutti di mare). Esistono anche approcci meno restrittivi, come la dieta dei quattro alimenti o quella del singolo alimento (spesso il latte), con efficacia variabile. La dieta di eliminazione deve essere attentamente seguita sotto la supervisione di un medico o un dietologo.
Dilatazione Endoscopica: Questa procedura viene utilizzata quando si sono già formate delle stenosi (restringimenti) nell'esofago. Durante l'endoscopia, si utilizzano palloncini o dilatatori per allargare il tratto ristretto, migliorando la capacità di deglutire. È importante sottolineare che la dilatazione non cura l'infiammazione sottostante; pertanto, deve sempre essere accompagnata da una terapia anti-infiammatoria per prevenire la ricomparsa delle stenosi.
I biologici: una nuova era per l'EoE
Una delle novità più significative nel trattamento dell'Esofagite Eosinofila è l'introduzione dei farmaci biologici, che rappresentano un passo avanti verso terapie più mirate ed efficaci, specialmente per i pazienti con malattia più severa o non responsiva alle terapie convenzionali.
In Italia, il primo e al momento unico farmaco biologico autorizzato per il trattamento dell'Esofagite Eosinofila è il Dupilumab, conosciuto commercialmente come Dupixent®.
Come agisce Dupixent®? Dupilumab è un anticorpo monoclonale completamente umano che agisce bloccando l'azione di due proteine chiave nel processo infiammatorio allergico di tipo 2: l'Interleuchina-4 (IL-4) e l'Interleuchina-13 (IL-13). In questo modo, Dupilumab sopprime l'infiammazione e riduce l'accumulo di eosinofili nell'esofago.
A chi è destinato in Italia? Dupixent® è approvato in Italia per il trattamento degli adulti e degli adolescenti a partire dai 12 anni di età e con un peso di almeno 40 kg. È indicato per i pazienti la cui malattia non è adeguatamente controllata dalle terapie convenzionali (PPI, corticosteroidi topici, diete), o che sono intolleranti a queste terapie, o che non sono candidati ad esse.
Efficacia: Gli studi clinici hanno dimostrato che Dupilumab è altamente efficace nel migliorare i sintomi (inclusa la disfagia), nel ridurre l'infiammazione eosinofila nell'esofago (remissione istologica) e nel migliorare l'aspetto dell'esofago all'endoscopia. Può anche contribuire a migliorare il diametro dell'esofago nei pazienti con malattia fibrostenotica.
Benefici aggiuntivi: Un grande vantaggio di Dupixent® è che è già autorizzato per altre patologie allergiche di tipo 2, come la dermatite atopica moderata-severa, l'asma grave con infiammazione di tipo 2 e la rinosinusite cronica con poliposi nasale. Questo lo rende una scelta particolarmente interessante per i pazienti che soffrono di EoE e di una o più di queste comorbidità allergiche, offrendo un trattamento che agisce su più fronti.
Sicurezza: Il profilo di sicurezza di Dupilumab è generalmente favorevole. Gli effetti collaterali più comuni sono reazioni nel sito di iniezione (arrossamento, gonfiore) e artralgia.
Come vengono prescritti questi farmaci in Italia?
Le modalità di prescrizione dei farmaci specifici per l'Esofagite Eosinofila in Italia sono regolamentate.
Per il Jorveza® (budesonide orodispersibile), la prescrizione è soggetta a "ricetta medica limitativa" e il trattamento deve essere iniziato da un gastroenterologo o da un medico esperto nella diagnosi e nel trattamento dell'esofagite eosinofila.
Per il Dupilumab (Dupixent®), è richiesto un Piano Terapeutico AIFA. La prescrizione è riservata a centri ospedalieri o a specialisti come allergologi, gastroenterologi, pneumologi, dermatologi, otorinolaringoiatri, immunologi, pediatri o internisti. Questo garantisce che la terapia sia gestita da medici con l'esperienza necessaria per questa complessa patologia.
In conclusione, l'Esofagite Eosinofila è una malattia che non deve essere sottovalutata. Se voi o i vostri cari riconoscete questi sintomi, non esitate a parlarne con il vostro medico curante. La diagnosi precoce e un trattamento adeguato e mirato sono fondamentali per controllare l'infiammazione, prevenire i danni a lungo termine all'esofago e migliorare significativamente la qualità della vita.
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Prendetevi cura di voi e della vostra salute!
A presto, dal vostro
Dott. Nicola Verna.
Tabella I - Esofagite Eosinofila: guida pratica per riconoscerla e Gestirla.
Cos'è | Malattia infiammatoria cronica dell'esofago con accumulo anomalo di eosinofili. Non è reflusso gastroesofageo ma spesso associata ad asma, rinite e dermatite atopica. |
Sintomi negli adulti | Difficoltà a deglutire cibi solidi (disfagia), sensazione di cibo bloccato in gola, bisogno di bere continuamente per far scendere il cibo, pasti prolungati. Il 75% usa strategie compensatorie (IMPACT): • Imbime fluids (Bere liquidi): Bere molti liquidi durante i pasti per aiutare il cibo a scendere più facilmente, a volte non riuscendo a mangiare senza fluidi o bevendo un sorso dopo ogni boccone. • Modify foods (Modificare gli alimenti): Tagliare il cibo in piccoli pezzi o ridurlo in purea per facilitarne il consumo. • Prolonged mealtimes (Tempi di pasto prolungati): Mangiare più lentamente rispetto ai coetanei o alla famiglia, essendo spesso l'ultimo a tavola. • Avoid certain textures (Evitare certe consistenze): Rimuovere cibi con determinate consistenze dalla dieta. • Chew excessively (Masticare eccessivamente): Masticare il cibo più del normale per renderlo più facile da deglutire. • Turn away tablets/pills (Rifiutare compresse/pillole): Evitare o avere difficoltà a deglutire compresse o pillole |
Sintomi nei bambini | Vomito frequente, difficoltà ad alimentarsi, ritardo nella crescita. Richiedono attenzione immediata. |
Diagnosi | Endoscopia con almeno 5 biopsie da diverse aree. Confermata con ≥15 eosinofili per campo microscopico. Segni endoscopici: anelli, solchi o essudati nell'esofago. |
Trattamenti in Italia | Jorveza (budesonide orodispersibile): 1 mg due volte al giorno. Applicare sulla lingua, lasciare sciogliere, deglutire lentamente. Dupixent (Dupilumab): biologico per adulti e adolescenti >12 anni e 40 kg. PPI come prima linea (off-label). |
Prescrizione | Jorveza: ricetta limitativa, inizia il trattamento un gastroenterologo. Dupixent: richiede Piano Terapeutico AIFA cartaceo. Prescritto da centri specializzati o specialisti (allergologi, gastroenterologi, pneumologi). |
Monitoraggio | Biopsie ripetute ogni 1-2 anni anche se i sintomi migliorano. La regressione dei sintomi non sempre corrisponde a remissione tissutale. Oggi non esistono marcatori affidabili meno invasivi. |
Rischi non trattata | Il 43% sviluppa stenosi esofagee permanenti. Rischio di impatto del bolo alimentare e necessità di dilatazioni endoscopiche. Ritardo nella diagnosi aumenta il rischio di danni strutturali. |
Consigli pratici | Non ignorare la disfagia. Tieni un diario dei sintomi. Segui il piano terapeutico regolarmente. Se usi Jorveza, non mangiare o bere per 30 minuti dopo l'assunzione. Iscriviti a VernAllergy per aggiornamenti mirati. |
Bibliografia
McGowan, E. C., Wright, B. L., Ruffner, M. A., Pesek, R. D., Rothenberg, M. E., Spergel, J. M., Dellon, E. S., & Aceves, S. S. (2025). Eosinophilic esophagitis: An allergy and immunology perspective on the updated guidelines. Journal of Allergy and Clinical Immunology, 156, 252–258.
Questo articolo è una revisione molto recente che offre una prospettiva sull'EoE dal punto di vista dell'Allergologia e Immunologia, riassumendo le raccomandazioni chiave delle nuove linee guida e discutendo il ruolo degli allergologi nella diagnosi e gestione dell'EoE.
Furuta, G. T., & Katzka, D. A. (2015). Eosinophilic esophagitis. New England Journal of Medicine, 373(17), 1640–1648.
Una revisione fondamentale che fornisce una panoramica completa dell'EoE, essendo ampiamente citata e considerata un punto di riferimento nel campo.
Arias, Á., Tejera-Muñoz, A., Gutiérrez-Ramírez, L., Molina-Infante, J., & Lucendo, A. J. (2024). Efficacy of Dietary Therapy for Eosinophilic Esophagitis in Children and Adults: An Updated Systematic Review and Meta-Analysis. Nutrients, 16(14), 2231.
Questo è uno studio molto recente e una meta-analisi che valuta l'efficacia delle diverse strategie dietetiche per indurre la remissione nell'EoE, fornendo dati aggiornati e basati sull'evidenza.
Rossi, C. M., Santacroce, G., Lenti, M. V., & di Sabatino, A. (2024). Eosinophilic esophagitis in the era of biologics. Expert Review of Gastroenterology & Hepatology, 18(6), 271–281.
Una revisione attuale che discute le caratteristiche cliniche e la storia naturale dell'EoE, concentrandosi in particolare sulle nuove terapie biologiche disponibili o in fase di sviluppo, come dupilumab, il primo farmaco biologico approvato per l'EoE.
Niess, J. H., & Kaymak, T. (2025). Eosinophilic Esophagitis Pathogenesis. All Clear. Inflammatory Bowel Diseases, 10, 135–150.
Questo articolo, di prossima pubblicazione, offre una panoramica aggiornata sulla patogenesi dell'EoE, esaminando i progressi meccanicistici e le nuove tecnologie che stanno contribuendo alla comprensione della malattia.
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