Intolleranza al grano: cosa fare quando gli esami per la celiachia sono negativi? Risposte e consigli pratici
Categorie: Allergia alimentare
Intolleranza al grano: cosa fare quando gli esami per la celiachia sono negativi? Risposte e consigli pratici
Scopri cosa fare se il grano dà fastidio ma gli esami per la celiachia sono negativi. Sensibilità al glutine, IBS, FODMAP e altre cause spiegate. Consigli pratici e quando consultare un gastroenterologo. Leggi l'articolo su VernAllergy!
Ciao a tutti! Oggi voglio parlarvi di un tema che mi sta molto a cuore e che è emerso grazie a una domanda che Marilena ci ha fatto su TikTok. La sua domanda, che sicuramente risuona con molti di voi, era: "Buonasera dottore, mia figlia è risultata intollerante al grano, cosa devo fare? Eliminare completamente il grano, cioè farla mangiare senza glutine? Gli esami per la celiachia sono negativi, deve fare una gastroscopia. Cosa fare?".
Partiamo dal presupposto che la parola "intollerante al grano" è un po' generica e non ci dice esattamente quale sia il problema specifico. Quindi, cerchiamo di fare chiarezza insieme. Se gli esami per la celiachia sono negativi, come nel caso di Marilena, è già un buon punto di partenza, ma non significa che il problema sia risolto. Ci sono altre condizioni da considerare, e il percorso per capire cosa sta succedendo richiede un po’ di pazienza e attenzione.
Dalla domanda di una mamma prendiamo spunto per delineare un percorso diagnostico quando il grado ci dà problemi.
Una delle prime cose da tenere a mente è che, se i sintomi sono significativi e c’è una familiarità con la celiachia, il gastroenterologo potrebbe suggerire una gastroscopia con biopsie del duodeno. Attenzione però: per fare questo esame, è fondamentale che il glutine non sia stato eliminato dalla dieta, altrimenti potremmo ottenere dei falsi negativi. Quindi, se state pensando di togliere il grano dalla dieta, aspettate prima di aver consultato il medico.
Ora, veniamo ai possibili motivi per cui il grano potrebbe dare fastidio. Non è sempre colpa del glutine! Ci sono diverse condizioni da considerare. Ad esempio, la sensibilità al glutine non celiaca (NCGS): in questo caso, i sintomi possono essere molto simili a quelli della celiachia (gonfiore, diarrea, mal di pancia), ma senza che ci sia né celiachia né allergia al grano. Qui, il glutine o altri componenti del grano potrebbero scatenare una reazione infiammatoria.
Poi c’è la sindrome dell’intestino irritabile (IBS), dove il grano potrebbe peggiorare sintomi come crampi, gonfiore o alterazioni dell’alvo. In questi casi, una dieta a basso contenuto di FODMAP (che include ridurre alcuni carboidrati presenti nel grano) potrebbe essere d’aiuto. E ancora, c’è l’intolleranza ai FODMAP: il grano contiene fruttani, carboidrati fermentabili che in alcune persone causano gonfiore, gas e dolore addominale. Oppure, potrebbe esserci una disbiosi intestinale, dove il consumo di grano, soprattutto se raffinato, altera l’equilibrio del microbiota intestinale, portando a sintomi come gonfiore e disagio.
Infine, anche se il grano non è la causa diretta di malattie come il morbo di Crohn o la colite ulcerosa, in alcuni pazienti può peggiorare i sintomi.
Quindi, cosa fare? Il mio consiglio è di non eliminare il grano a priori senza una diagnosi precisa. Rivolgetevi a un gastroenterologo, che potrà guidarvi verso gli esami giusti e, eventualmente, suggerire una dieta adatta.
Se volete approfondire il tema dell’allergia al grano, vi consiglio di guardare l’Episodio 57 sul mio canale, intitolato "Le 50 Sfumature dell'Allergia al Grano". Lo trovate su TikTok, Spotify e YouTube!
Spero che queste informazioni vi siano utili e vi aiutino a fare chiarezza. Ricordatevi che ogni caso è unico, quindi è importante seguire il consiglio del vostro medico di fiducia. Un abbraccio a tutti voi! 💪❤️

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