C'è un legame tra l'allergia ai pollini e quella agli alimenti? La reattività crociata

Categorie: Rinite allergica, Allergia alimentare
C'è un legame tra l'allergia ai pollini e quella agli alimenti? La reattività crociata
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C'è un legame tra l'allergia ai pollini e quella agli alimenti? La reattività crociata

La reattività crociata può causare allergie a sostanze diverse, come acari e gamberetti. Vernallergy spiega come identificare e gestire queste allergie con l’aiuto dell’allergologo, evitando eliminazioni alimentari inutili.

“Sapevo di essere allergico agli acari della polvere da molti anni e, recentemente, ho avuto una reazione allergica mangiando gamberetti”. Può sembrare solo una coincidenza ma, spesso esiste un legame diretto tra allergie a sostanze apparentemente diverse chiamata “reattività crociata”. La conoscenza di tale fenomeno e la consulenza di un allergologo possono aiutare a scegliere gli alimenti da assumere con maggiore tranquillità riducendo la possibile comparsa di reazioni allergiche.La cross-reattività o reattività crociata allergica è la capacità del sistema immunitario di riconoscere due allergeni provenienti da specie diverse provocando l’attivazione della reazione allergica all'esposizione ad entrambi le sostanze riconosciute come uguali. Essa può avvenire anche per vie di esposizione diversa come ad esempio quella respiratoria causata dai pollini e quella alimentare causata dagli alimenti. La reattività crociata allergica è responsabile di sintomi che vanno dalla “sindrome orale allergica” fino allo shock anafilattico (vedi appresso).

La sensibilizzazione a diversi allergeni inalanti rappresenta un fattore di rischio per la possibile comparsa di un ampio spettro di sensibilizzazioni contro gli alimenti.

Sono descritti diversi tipi di reattività crociate allergiche (di tipo IgE-mediato) tra allergeni respiratori e allergeni alimentari di vario tipo:

-        Reattività crociata vegetale: la sindrome “polline-alimenti” e associazioni, come le sindromi “betulla-mela”, “cipresso-pesca” e “sedano-artemisia-spezie”, “artemisia-pesca”, “artemisia-camomilla”, “artemisia-senape”, “ambrosia-melone-banana”, “chenopodiacee-melone”;

-        Reattività crociata micotica: sindrome “Alternaria-spinaci”;

-        Reattività crociata tra invertebrati, mammiferi o uccelli: sindrome “acari della polvere-gamberetti”, sindrome “maiale-gatto” e sindrome “uova-carne di uccelli”;

-        Reattività crociata derivante dal lattice della gomma: “sindrome lattice-frutta”.

Quali sono i sintomi della reattività crociata?

Precisando che solo una quota dei pazienti con allergie respiratorie possono evidenziare il fenomeno della reattività crociata, i sintomi sono rappresentati dagli stessi che caratterizzano le allergie alimentari. Essi, in genere, compaiono entro pochi minuti e non oltre le due ore dall'ingestione del cibo responsabile e possono coinvolgere uno o più organi bersaglio, tra cui la mucosa orale, la pelle, il tratto gastrointestinale e respiratorio e il sistema cardiovascolare (vedi il post “Allergie alimentari: quali sono e come si manifestano”).

Cosa devo fare?

Il rilevamento di una sensibilizzazione con test cutanei o con gli esami di laboratorio non è sufficiente per dimostrare la rilevanza clinica. L’aiuto dell’allergologo raccontandogli i sintomi comparsi in relazione all’assunzione dei diversi alimenti è più importante dello screening con il dosaggio delle IgE specifiche contro possibili allergeni cross-reattivi. È bene evitare l’eliminazione aprioristica di alimenti dalla dieta affidandosi a tabelle precompilate sulle cross-reattività tra allergeni inalanti ed allergeni alimentari. La dieta va modificata sulla base di una corretta diagnosi di allergia alimentare posta con l’aiuto dell’allergologo.

La diagnosi di cross-reattività allergologica significativa dal punto di vista clinico può essere complessa. Il test prick-by-prick con alimenti freschi in alcuni casi è più affidabile di un test prick con estratti alimentari disponibili in commercio. Il test dei singoli allergeni sul sangue ("diagnosi risolta dai componenti" talvolta definita anche diagnostica molecolare) può essere utile per la rilevazione di una sensibilizzazione a uno specifico alimento. Il test dei singoli allergeni può anche essere utile nel predire il profilo di rischio per le reazioni sistemiche nei singoli pazienti.

In caso di storia clinica poco chiara, possono essere necessari test di provocazione orale con alimenti sospetti prima di intraprendere una dieta terapeutica di eliminazione.

L’efficacia dell’immunoterapia allergene-specifica per gli inalanti (talvolta chiamato impropriamente “vaccino anti-allergico”) nel curare le sensibilizzazioni alimentari cross-reattive è ancora discussa. Tale terapia, pertanto, è attualmente raccomandata solo sulla base dei sintomi respiratori.

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Riferimenti

  • Faber MA, et al. Cross-Reactive Aeroallergens: Which Need to Cross Our Mind in Food Allergy Diagnosis? J Allergy Clin Immunol Pract. 2018 Nov - Dec;6(6):1813-1823.

  • Werfel T, Asero R, et al. Position paper of the EAACI: food allergy due to immunological cross-reactions with common inhalant allergens. Allergy. 2015 Sep;70(9):1079-90.

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