IL PLASMA DEI GUARITI (PLASMA IPERIMMUNE) NON È UGUALE AL VACCINO PER IL SARS-COV-2 E NON LO SOSTITUISCE
Categorie: Allergie da farmaci
IL PLASMA DEI GUARITI (PLASMA IPERIMMUNE) NON È UGUALE AL VACCINO PER IL SARS-COV-2 E NON LO SOSTITUISCE
l plasma iperimmune è un'opzione terapeutica per SARS-CoV-2 basata sugli anticorpi dei guariti. Vernallergy evidenzia i limiti di questa immunizzazione passiva, tra cui durata limitata e possibili reazioni allergiche, rispetto ai vaccini più efficaci e duraturi.
Il plasma è un "farmaco" di derivazione umana. È la parte liquida del sangue privata di globuli rossi, globuli bianchi e piastrine nella quale rimangono gli anticorpi utili a combattere le infezioni tra cui, probabilmente, anche quella da SARS-COV-2.
La somministrazione di plasma per curare un'infezione viene definita "immunizzazione passiva", ovvero il ricevente viene protetto degli anticorpi del donatore. La "imunizzazione attiva" è quella derivante dalla produzione autonoma da parte dell'infetto di anticorpi (immunizzazione naturale) o quella stimolata dal vaccino (immunizzazione artificiale).
L'immunizzazione passiva ha dei limiti. Dura fino a quando gli anticorpi del donatore non vengono escreti (nel giro di settimane) e si basa sulla disponibilità di donatori selezionati che abbiano sviluppato l'immunità. I donatori devono essere completamente guariti ed avere un numero sufficientemente alto di anticorpi valutabili solo in pochi laboratori particolarmente attrezzati. Non possono donare i malati di altre patologie note (epatite virale, HIV, tumori, immunodepressi, etc.) non possono donare le donne che hanno avuto gravidanze per un complesso meccanismo antigenico. Può, inoltre, trasmettere malattie infettive magari oggi non note, può provocare reazioni allergiche per presenza di allergeni provenienti dal donatore, in seguito a squilibri elettrolitici può provocare alterazioni del ritmo cardiaco.
Si tratta, quindi, di un trattamento riservato alle fasi di emergenza in attesa dello sviluppo di un vaccino che garantisce l'immunità per periodi più lunghi (talvolta per tutta la vita). Quest'ultimo ha, inoltre, il vantaggio di avere maggiore disponibilità e standardizzazione del trattamento.
La terapia con "plasma iperimmune", come è chiamata da alcuni, rappresenta una concreta e promettente opportunità terapeutica, a breve scadenza, per l'infezione da SARS-COV-2 da affidare ai Centri Trasfusionali (non si trova sui banchi delle farmacie) e va riservata ai casi più gravi.
Ha, al momento, degli interrogativi cui gli studi dovranno rispondere tra i quali:
- Per quanto tempo i sopravvissuti all'infezione producono anticorpi validi per curare gli altri pazienti?
- Quanto è valido il plasma in relazione alle mutazioni del virus?

Riferimenti
Anche in Italia si sta provando a trattare i malati COVID-19 col plasma dei guariti

0 Commenti