Pollinosi da Cupressacee... non solo cipresso

Categorie: Rinite allergica
Pollinosi da Cupressacee... non solo cipresso
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Pollinosi da Cupressacee... non solo cipresso

Il cipresso, legato al mito di Ciparisso, è tra le Cupressaceae più diffuse e può causare allergie ai pollini. Vernallergy spiega le specie coinvolte e l’impatto sulla salute allergica.

Cipresso, un nome spiegato dalla mitologia

Cipresso è il nome generale di cinque generi di Cupressaceae uno dei quali, il più conosciuto, è il Cupressus.

Le origini del nome cipresso sono controverse e sono legate al mito di Ciparisso, uno dei ragazzi più amati dal dio greco Apollo. Il giovane viveva sempre in compagnia di un cervo addomesticato dotato di un corno d’oro e protetto dalle ninfe. Il cervo venne accidentalmente ucciso dallo stesso Ciparisso col giavellotto durante una battuta di caccia. In seguito a tale evento, il ragazzo, profondamente addolorato, chiese ad Apollo di poterlo piangere per sempre e fu trasformato in un cipresso divenendo il simbolo del lutto, ovvero l’albero dei morti.

Qualche Cenno di Botanica

Tra le sette famiglie di conifere, le Cupressaceae sono quelle più diffuse nel mondo essendo presenti su tutti i continenti ad accezione dell’Antartide. I pollini maggiormente implicati nella “allergia al cipresso” appartengono alle Cupressaceae con le specie dei generi Cupressus (cipresso), Juniperus (ginepro) e Thuja (tuia) ed alle Taxaceae con le specie dei generi Cryptomeria e Taxodium

Figura 1 - Conifere implicate nella "allergia al cipresso".

Periodo di impollinazione e di comparsa dei sintomi di allergia al cipresso

A causa dell’ampio numero di specie di cupressacee in grado di produrre pollini allergizzanti e l’ampia distribuzione di queste piante sul globo terrestre, gli uomini sono esposti a tali pollini per un ampio periodo dell’anno che copre l’autunno, l’inverno e la primavera. Nell'area mediterranea, la pollinazione è generalmente limitata al periodo tardo invernale e primaverile (da fine dicembre a maggio).

Caratteristiche del polline di cipresso

Il polline di cipresso è considerato altamente allergizzante sia a causa delle elevate concentrazioni che riesce a raggiungere nell’aria nei periodi di impollinazione sia a causa di peculiarità della sua superficie. Essa, infatti, è caratterizzata da una elevata capacità ossidoriduttiva e dalla presenza di mediatori lipidici in grado di attivare la risposta allergica da parte di cellule dendritiche, eosinofili e neutrofili del nostro sistema immunitario. Al microscopio il polline appare sferico, senza creste e pieghe con un diametro compreso tra i 20 e i 40 mm.

Proteine allergizzanti più importanti presenti sul polline del cipresso

Finora, sono state descritte quattro famiglie di proteine implicate nelle reazioni allergiche malgrado tale numero sembra destinato a crescere con l’aumentare delle conoscenze nel settore.

1.     Gruppo delle Pectato-Liasi: sono allergeni presenti in tutte le specie di cipressi. Includono il numero “1” nei nomi della nomenclatura IUIS di riferimento per gli allergeni ricombinanti (ad es. Cry j 1, Cup s 1, Cup a 1, Jun a 1) e sono considerati i principali allergeni delle Cupressaceae responsabili di quasi il 100% delle sensibilizzazioni dei pazienti allergici al cipresso. Hanno una grossa omologia di sequenza amminoacidica tra le varie specie di cupressacee che va dal 75 al 97%. Gli allergeni del gruppo pectato-lectasi si trovano anche in alcuni frutti e altri pollini, come l'ambrosia e artemisia con una omologia di sequenza amminoacidica che arriva solo al 45-49% al punto che non è stata osservata alcuna reattività crociata.

2.     Gruppo delle Poligalacturonasi: vengono considerati allergeni maggiori in quanto l’80% dei pazienti allergici al cipresso sono sensibili a tali proteine. Potrebbero essere implicate in alcune cross-reattività con i pollini di Graminacee ed alcuni tipi di frutta (pesca, arancio, etc.).

3.     Gruppo delle proteine simili alla taumatina: allergeni di frontiera tra i maggiori ed i minori in quanto tra il 40 ed il 60% dei pazienti allergici al cipresso risulta sensibilizzato a tali proteine. Sembrano dei buoni candidati per spiegare alcune forme di “sindrome di sensibilizzazione cipresso-frutta” talvolta descritte in letteratura.

4.     Gruppo delle proteine leganti il Calcio: sono considerati allergeni minori in quanto solo il 10-15% degli allergici al cipresso sono sensibili a tali proteine.

Cross-reattività del cipresso

La reattività crociata del cipresso con gli alimenti è abbastanza comune per la presenza nei suoi granuli pollinici di cosiddetti “panallergeni” come proteine leganti il Calcio. Le reattività crociate con alimenti più spesso descritte sono con la frutta come melone, mela pesca e kiwi.

Quanto è frequente l’allergia al cipresso?

In Italia, l’allergia al cipresso rappresenta la più frequente allergopatia respiratoria nelle persone di età superiore ai 35 anni. La prevalenza dell’allergia al cipresso, inoltre, sembra in costante aumento. I motivi di tale incremento sono da ricercare nell’indiscriminata piantagione fatta negli anni '70 e '80 nei sobborghi e intorno a case private e condomini alla ricerca della privacy. In passato le Cupressaceae venivano piantate lontane dalle abitazioni e nei cimiteri posizionati, inoltre, sottovento rispetto al centro abitato per ovvi motivi igienico-sanitari.  In aggiunta, il progressivo abbandono di terreni in passato coltivati ha permesso la vasta proliferazione di ginepri nelle campagne.

Sintomi dell’allergia al cipresso

I sintomi della pollinosi da cupressacee sono sovrapponibili a quelli delle altre sensibilità da pollini ma, di intensità superiore. La rinite (starnuti, naso chiuso, sgocciolamento, etc.) sembra essere più comune della congiuntivite (prurito agli occhi, eccessiva lacrimazione e rossore delle delle sclere) anche se quest’ultima è, spesso, molto fastidiosa. Sono descritti casi di asma solo in una minoranza dei pazienti con allergia al cipresso. La comparsa dei sintomi allergici nel periodo invernale fa scambiare spesso la pollinosi da cupressacee per forme di rinite infettiva (es. raffreddore virale) rendendo la diagnosi della pollinosi tardiva e sottostimata.

Terapia dell’allergia al cipresso

Il trattamento farmacologico si base sugli steroidi topici (spray nasali e, talvolta, colliri) e gli antistaminici. In casi selezionati, si ricorre all’immunoterapia specifica, il cosiddetto “vaccino anti-allergico”.

Possibili interventi politico-amministrativi

Il taglio di alberi o siepi prima del periodo di impollinazione può ridurre significativamente la produzione di polline. Dato che, rispetto alle graminacee ed altre piante infestanti, i cipressi raramente si riproducono da soli, interventi legislativi per evitare la loro piantagione in zone urbane e densamente popolate sarebbe auspicabile per ridurre l’incidenza delle allergie respiratorie provocate dalla sensibilizzazione ai loro pollini.

Riferimenti

- Charpin D, et al. Cypress Pollinosis: from Tree to Clinic. Clin Rev Allergy Immunol. 2019 Apr;56(2):174-195.

- Rakotozandry T, et al. Exposure to Cypress Pollens and Subsequent Symptoms: A Panel Study. Int Arch Allergy Immunol. 2019;180(2):135-141.

- Jae-Won Oh. Pollen Allergy in a Changing World. 2018 Springer.

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