La visita allergologica: cosa aspettarsi e come prepararsi

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La visita allergologica: cosa aspettarsi e come prepararsi
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La visita allergologica: cosa aspettarsi e come prepararsi

La gestione delle allergie è fondamentale per migliorare la qualità della vita. Consultare uno specialista in Allergologia per identificare gli allergeni responsabili attraverso test specifici è essenziale.

L’allergia è la più comune malattia del sistema immunitario. Secondo recenti studi epidemiologici condotti nel nostro paese, il 25% della popolazione compresa tra i 18 ed 44 anni soffre di rinite allergica e il 5% soffre di asma. Alcune malattie allergiche danno dei quadri clinici lievi; altre, invece, possono essere potenzialmente fatali. Al momento attuale, non esistono cure definitive per le allergie ma, tali malattie possono essere gestite attraverso trattamenti regolari. La visita allergologica da parte di un medico specialista in Allergologia ed Immunologia Clinica può aiutare a identificare i fattori scatenanti specifici dei sintomi di allergia. Evitando l’allergene specifico responsabile della malattia si può aumentare la qualità della vita diminuendo la necessità dell’utilizzo dei farmaci.

Chi sono gli specialisti in Allergologia ed Immunologia Clinica?

Sono medici specializzati nella diagnosi e nel trattamento delle seguenti condizioni: rinite allergicaallergie alimentariasma allergicareazioni allergiche cutaneeallergie da farmacirinosinusiti allergiche, infezioni ricorrenti e reazioni punture di insetti.

Quando bisognerebbe essere visitati da un Allergologo ed Immunologo Clinico?

Si dovrebbe essere visitati da un Allergologo se:

- Le allergie già note stanno causando sintomi quali rinosinusiti croniche, congestione nasale e difficoltà respiratorie non controllate dalla terapia a disposizione.

- Si verificano sintomi di rinite o altri sintomi di allergia parecchi mesi l’anno.

- Si manifestano reazioni dopo aver mangiato alimenti specifici.

- Si ha secchezza e prurito cutaneo.

- Si ha il sospetto di un’allergia da farmaci quali ad esempio la penicillina.

- Si è avuta una reazione grave dopo una puntura di api o vespe.

- Gli antistaminici ed i farmaci “da banco” non controllano i sintomi di allergia o causano effetti collaterali inaccettabili come la sonnolenza.

- Si verificano sintomi gravi di asma quali: difficoltà respiratoria, respiro sibilante o tosse, soprattutto di notte o dopo l’esercizio, senso di oppressione al torace, sensazione di “fiato corto”.
- È già stata posta una diagnosi di asma, in precedenza, ma si continuano ad avere attacchi frequenti malgrado l’assunzione dei 
farmaci prescritti.

Cosa succede durante una visita allergologica?

L’Allergologo esaminerà lo stile di vita del paziente e le attività recenti per scoprire tutte le informazioni inerenti le allergie. Verranno, inoltre, discusse le conoscenze e l’applicazione delle manovre di prevenzione per evitare l’esposizione agli allergeni. In molti casi, è impossibile evitare completamente alcuni allergeni specifici, l’Allergologo può fornire suggerimenti specifici per ridurne al minimo l’esposizione.

Se è necessario, vengono eseguiti i test allergometrici per determinare lo/gli allergene/i scatenante/i e vengono prescritti i trattamenti e i farmaci più recenti ed efficaci.

I test cutanei

Il prick-test e le intradermoreazioni possono essere il primo passo del percorso diagnostico-terapeutico. Questi test sono molto sensibili e possono identificare rapidamente gli allergeni specifici in grado di causare i sintomi. I test possono essere eseguiti su comuni allergeni come pollini, muffe, acari della polvere, peli di animali, insetti, vari cibi e anche farmaci come la penicillina. Tali test sono relativamente indolori e non prevedono alcun prelievo di sangue. Sono, ancora oggi, i test più comunemente impiegati per identificare le allergie IgE-mediate. Durante il test, l’Allergologo metterà quantità diluite di allergeni sospetti sulla pelle (prick-test) o negli strati più superficiali della cute (intradermoreazione). Una serie di piccole punture consentiranno alla soluzione di penetrare nella pelle. Nelle persone allergiche, si svilupperà un piccolo pomfo nella zone di iniezione della soluzione entro 15-20 minuti.

Il patch-test viene effettuato per cercare di capire se, ad esempio, una lozione, un cosmetico, un metallo (ad esempio, gioielli), la tintura per capelli, alcuni farmaci o conservanti siano responsabili di una reazione allergica ritardata responsabile di una dermatite allergica da contatto. Questo test precede l’applicazione, generalmente dietro la schiena, di cerotti (patch) contenenti apteni specifici (es. nickel, cobalto cloruro, etc.). Dopo 48-72 ore i cerotti vengono rimossi e la pelle del paziente viene esaminata per individuare eventuali segni di rash cutaneo o irritazione nel sito di applicazione dei singoli cerotti. In alcuni casi, l’esame può protrarsi anche oltre le 72 ore.

Come ci si deve preparare ad una visita allergologica

Se, in accordo con il Medico di Medicina Generale ed il Pediatra di Libera Scelta, i sintomi sono compatibili con una malattia allergica ed è consigliabile sottoporsi ad una visita allergologica, ecco alcuni consigli per prepararsi:

- Redigere un diario dei sintomi.

- Se si dispone di cartelle cliniche precedenti, portarle in visione allo specialista Allergologo.

- Chiamare in anticipo per sapere se ci sono istruzioni particolari per la preparazione alla visita. L’assunzione di antistaminici può interferire con i test allergologici. Potrebbe essere necessario sospendere tali farmaci 3-7 giorni prima dei test al fine di ottenere risultati accurati.

Prendere coscienza della proprie allergie rappresenta la miglior “terapia” soprattutto di reazioni allergiche potenzialmente fatali (allergie da alimenti, farmaci ed insetti). Se si ha il sospetto di avere un’allergia è importante parlarne con il proprio Medico di Medicina Generale e con il Pediatra di Libera Scelta e concordare con loro l’opportunità di una visita allergologica ed i relativi test.


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