Allergie Alimentari: la pelle svela nuove vie per l'immunoterapia
Categorie: Allergia alimentare, Immunoterapia allergene-specifica
Allergie Alimentari: la pelle svela nuove vie per l'immunoterapia
Nuovi approcci all'immunoterapia per allergie alimentari puntano sulla pelle. Cerotti come Viaskin e microneedle sono in studio per somministrazioni epicutanee più sicure ed efficaci sfruttando l'immunità cutanea e limitando l'esposizione sistemica.
Il campo della ricerca allergologica sta vivendo un momento di profondo cambiamento grazie a nuove strategie terapeutiche che puntano a rivoluzionare il trattamento delle allergie alimentari. Fino a poco tempo fa, i metodi principali si basavano su somministrazioni orali o tramite iniezioni. Oggi, invece, si guarda con grande interesse a un approccio alternativo: la somministrazione dell’allergene attraverso la pelle, nota come immunoterapia epicutanea (EPIT).
Questa tecnica sfrutta le potenzialità della pelle non solo come barriera fisica, ma anche come organo chiave nel processo di regolazione del sistema immunitario. La cute, infatti, ospita numerose cellule dendritiche, tra cui le cellule di Langerhans, deputate al riconoscimento e alla presentazione degli antigeni. Il loro ruolo è fondamentale per indurre tolleranza immunitaria verso sostanze normalmente considerate minacciose, come le proteine alimentari.
Tra le soluzioni attualmente in fase di studio, due sembrano emergere: l’utilizzo di cerotti transdermici e di dispositivi a microneedle.
I cerotti transdermici
Uno dei sistemi più avanzati in questo ambito è il VIASKIN®, un cerotto sviluppato da DBV Technologies. Questo dispositivo è progettato per veicolare l’allergene direttamente attraverso lo strato corneo. Un esempio pratico è il modello VP250, utilizzato negli studi clinici per il trattamento dell’allergia alle arachidi, dove viene impiegata una quantità precisa di proteine liofilizzate (250 mg).
L’applicazione quotidiana del cerotto, tipicamente nella zona interscapolare, crea un ambiente occlusivo che aumenta l’idratazione dello strato superficiale della pelle, favorendone temporaneamente la permeabilità. In questo modo, l’allergene riesce a penetrare e ad essere catturato dalle cellule immunitarie cutanee.
Una volta assorbito, l’allergene viene processato e trasportato ai linfonodi, dove induce la formazione di cellule T regolatorie, responsabili dello sviluppo di una risposta immunologica di tolleranza. Importante notare che, grazie a questa via, si limita il passaggio dell’allergene nel circolo sanguigno, riducendo il rischio di reazioni sistemiche gravi.
Questo meccanismo è stato oggetto di recenti pubblicazioni sul Journal of Allergy and Clinical Immunology (Maggio 2025), tra cui un articolo firmato dai dottori Christophe Dupont e Hugh A. Sampson, che ha analizzato il miglioramento dell’assorbimento grazie all’effetto occlusivo del cerotto.
Gli studi clinici, incluso il trial EPITOPE su bambini molto piccoli (1-3 anni), hanno dimostrato risultati promettenti in termini di desensibilizzazione. Un successivo studio osservazionale (EPITOPE OLE) ha confermato la sicurezza e l'efficacia prolungata del trattamento.
I "microneedle": un approccio innovativo
Un'altra strada percorsa dalla ricerca è quella dei microneedle, dispositivi dotati di minuscole punte capaci di creare microcanali nello strato corneo. Questo consente un accesso diretto alle cellule immunitarie presenti nella pelle, superando fisicamente la barriera cutanea.
Come spiegato dal Dr. Harvinder Singh Gill in una sua riflessione pubblicata sempre sul JACI, questa tecnologia potrebbe permettere di utilizzare dosaggi minori di antigene, garantendo comunque una risposta immunitaria efficace. Esperimenti precedenti hanno evidenziato che la creazione di canali artificiali nella pelle aumenta notevolmente la capacità di assorbire antigeni, migliorando l’efficacia del trattamento.
La somministrazione tramite microneedle è già utilizzata in altri contesti, come la somministrazione di vaccini, ed è vista con interesse per applicazioni future nell’ambito dell’immunoterapia allergica.
Perché preferire l’EPIT?
Rispetto alle tradizionali vie di somministrazione (orale o sottocutanea), l’approccio epicutaneo presenta diversi vantaggi:
- Maggiore sicurezza: grazie al limitato coinvolgimento del sistema circolatorio, si riduce il rischio di reazioni anafilattiche.
- Semplificazione del trattamento: facile da applicare a casa, soprattutto nei pazienti pediatrici.
- Migliore tollerabilità: riduzione delle reazioni avverse locali e sistemiche.
- Induzione mirata di tolleranza immunitaria: sfruttando il tessuto cutaneo e le sue cellule specializzate.
Tuttavia, sono ancora in corso ulteriori studi per comprendere meglio la quantità effettiva di allergene che penetra la pelle con le varie tecniche e per ottimizzare le dosi necessarie.
Conclusioni
Quella che stiamo vivendo è una vera e propria svolta nel campo della gestione delle allergie alimentari. Le innovazioni legate all’uso della pelle come via di somministrazione rappresentano una speranza concreta per milioni di pazienti affetti da queste condizioni. Con studi sempre più avanzati e tecnologie in continua evoluzione, l’obiettivo di trattamenti più sicuri, efficaci e facilmente gestibili sembra sempre più vicino.
Continuate a seguirci per rimanere aggiornati su questi importanti progressi scientifici.
Un caro saluto,
Dr. Nicola Verna – Allergologo
Bibliografia Citata
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