Naso o bocca: perché non conviene sospendere la cura della rinite prima di una gara

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Naso o bocca: perché non conviene sospendere la cura della rinite prima di una gara
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Naso o bocca: perché non conviene sospendere la cura della rinite prima di una gara

Sospendere la cura della rinite prima di una gara non fa respirare meglio col naso: ecco cosa dice davvero la letteratura su naso, bocca e prestazione.

Abstract (EN). Athletes with allergic rhinitis often stop their nasal therapy before competition, believing it will improve nasal breathing during effort. This article reviews the physiology of the oronasal switching point, the air-conditioning and filtering functions of the nose, and the evidence linking nasal breathing to protection against exercise-induced bronchoconstriction. It also examines, and largely refutes, claims that treating nasal obstruction improves objective athletic performance. The strongest evidence-based reasons to maintain rhinitis therapy before competition concern sleep quality, recovery, and protection of the lower airways, not a direct performance gain. The article does not provide individual therapeutic advice and directs all treatment decisions to the patient's own specialist.


In breve. Sopra una certa intensità di sforzo, passare a respirare anche con la bocca è normale e non un segno che qualcosa non va: il punto di passaggio si colloca intorno ai 35 litri al minuto di ventilazione, una soglia che in bici si supera presto.

Il naso che lavora contro un'ostruzione costa fatica respiratoria. Passare alla bocca alleggerisce quel costo, ma non è gratis: si perde gran parte del condizionamento dell'aria che il naso garantisce, cioè il riscaldamento, l'umidificazione e la filtrazione.

Nessuno studio dimostra che curare la rinite allergica faccia andare più forte. Le ragioni solide per non sospendere la terapia sono altre: sonno, recupero, e protezione dei bronchi.

Chi ha la rinite allergica e si allena o gareggia si fa spesso una domanda che sembra ragionevole: se sospendo lo spray, e mi tengo il naso più libero possibile, respiro meglio durante lo sforzo?

La domanda parte da un'idea intuitiva ma imprecisa. Sopra una certa intensità, tutti, allergici e non, passano a respirare anche con la bocca. Non è un cedimento, è fisiologia. E la cura della rinite non serve a evitare questo passaggio, che avverrebbe comunque: serve ad altro, e quell'altro ha più a che fare con come dormi e con come stanno i tuoi bronchi che con quanti watt spingi in gara.

In questo articolo trovi cosa succede davvero quando il naso è ostruito durante lo sforzo, cosa si perde passando alla bocca, e perché la letteratura non sostiene che trattare la rinite migliori la prestazione, mentre sostiene con più forza altri due argomenti.

Il punto in cui tutti passano anche dalla bocca

Il naso è una via ad alta resistenza. Respirarci attraverso costa più fatica che respirare con la bocca, ed è per questo che, con l'aumentare dello sforzo, il corpo aggiunge la via orale.

Uno studio del 1980 su trenta volontari sani ha misurato con precisione questo passaggio: in media avveniva a una ventilazione di circa 35 litri al minuto, corrispondente a un carico submassimale di poco più di 100 watt. Sotto quella soglia la maggioranza respirava solo dal naso, sopra cominciava a usare anche la bocca.

Cento watt sono un ritmo di riscaldamento per un ciclista allenato. In gara si superano quasi subito.

Livello di certezza: evidenza forte sull'esistenza e sulla collocazione approssimativa di questo passaggio, da uno studio classico su soggetti sani.

Ad alta intensità respirare anche con la bocca non è un cedimento. È Fisiologia.

Cosa costa insistere col naso chiuso, e cosa costa passare alla bocca

Qui sta la distinzione che conta, e che la maggior parte delle persone non fa.

Se il naso è ostruito e ci si ostina a respirarci attraverso, il lavoro dei muscoli respiratori aumenta, compresa la muscolatura che interviene nell'espirazione forzata contro una resistenza. È un costo reale, ma è un costo che si paga solo finché si insiste su quella strada.

Passando alla respirazione orale quel costo si alleggerisce, perché l'aria trova una via più larga. Ma la bocca non fa quello che fa il naso: non riscalda, non umidifica, non filtra allo stesso modo. Uno studio che ha misurato con una sonda la temperatura e l'umidità dell'aria appena dopo il naso ha trovato che, in un ampio intervallo di condizioni di partenza, l'aria arriva alla faringe già portata sopra i trenta gradi e con un'umidità relativa oltre il novanta per cento. Bypassando il naso, gran parte di questo lavoro non viene fatto, e le vie aeree più basse ricevono aria più fredda e più secca di quanto riceverebbero altrimenti.

Lo stesso vale per la filtrazione. I pollini sono particelle relativamente grandi, e il naso ne trattiene una parte importante prima che raggiungano i bronchi. Respirando con la bocca, quella barriera si riduce.

Livello di certezza: evidenza forte sul condizionamento dell'aria da parte del naso, da misurazioni dirette in soggetti sani.

Il naso non ostacola. Condiziona l'aria prima che arrivi ai bronchi.

Il legame con l'asma da sforzo

Questo non è un dettaglio teorico. Due studi, uno dei quali ormai storico, hanno messo persone con asma a fare esercizio respirando solo dal naso, o solo dalla bocca. Con la respirazione nasale la broncocostrizione che di solito segue lo sforzo era quasi del tutto assente. Con la respirazione orale, ricompariva.

Il meccanismo proposto è la perdita di acqua dalla superficie delle vie aeree, che si asciugano di più quando l'aria che le raggiunge non è stata condizionata dal naso. Uno studio successivo ha chiuso il cerchio dal lato del trattamento: dare un cortisone nasale a bambini con asma e ostruzione nasale riduceva sia l'ostruzione sia la broncocostrizione da sforzo che ne seguiva.

Per chi ha asma e rinite insieme, questo è l'argomento più solido per non lasciare la rinite senza terapia proprio nei giorni in cui si chiede di più ai bronchi.

Livello di certezza: evidenza moderata, da studi sperimentali in popolazioni con asma, non da studi su ciclisti sani in gara.

Cosa non ha mai dimostrato la letteratura

Qui arriva la parte che ridimensiona le aspettative, ed è importante dirla con la stessa chiarezza del resto.

Le strisce nasali esterne, quelle che si applicano sul dorso del naso per allargarlo, non migliorano il massimo consumo di ossigeno. Lo dice una revisione sistematica che ha messo insieme più studi: nessun miglioramento significativo, né sulla capacità aerobica né sulla frequenza cardiaca né sulla fatica percepita.

I decongestionanti che aumentano il flusso nasale funzionano per quello che promettono, cioè per liberare il naso, ma quando qualcuno ha controllato se questo si traducesse in un vantaggio misurabile durante l'esercizio, la risposta è stata negativa in entrambi gli studi disponibili.

L'unico intervento che ha mostrato un miglioramento oggettivo dell'economia di corsa è la correzione chirurgica di un'ostruzione nasale importante, non una terapia farmacologica. È un dato interessante, ma riguarda un intervento diverso da quello di cui parla questo articolo, e non si applica alla congestione stagionale da polline.

Uno studio spesso citato per sostenere che curare la rinite migliori la prestazione, in realtà misurava la prestazione con un diario compilato dagli stessi partecipanti, senza controllo né confronto in cieco, e con quasi la metà dei questionari non restituiti. È un limite che vale la pena conoscere prima di ripetere quella conclusione.

Livello di certezza: evidenza da moderata a forte contro un beneficio di prestazione diretto, a seconda dell'intervento considerato.

Curare la rinite non ti fa andare più forte. Ti fa arrivare alla partenza meno stanco e più protetto.

Le due ragioni che reggono davvero

Se non è la prestazione diretta, cosa giustifica tenere la terapia della rinite anche nei giorni di gara?

La prima è il sonno. La rinite allergica non trattata disturba il sonno e produce stanchezza diurna, ed è un effetto documentato in studi controllati, non un'impressione. Il cortisone nasale, in quegli stessi studi, migliora sia la qualità del sonno sia la stanchezza percepita il giorno dopo. Per un atleta, dormire male la notte prima di una gara pesa più di quanto pesi il naso un po' meno libero.

La seconda è la protezione dei bronchi, di cui si è detto sopra: rilevante soprattutto per chi ha anche asma o una storia di broncocostrizione da sforzo.

Domande frequenti

Se respiro con la bocca in gara, vuol dire che qualcosa non va? No. Sopra una certa intensità tutti passano a respirare anche con la bocca, allergici e non. È la soglia fisiologica descritta sopra, non un segnale di allarme.

Le strisce nasali servono a qualcosa? Possono dare una sensazione soggettiva di maggiore apertura, ma le misurazioni disponibili non mostrano un miglioramento della capacità aerobica.

Se ho anche l'asma, cambia qualcosa? Sì. In quel caso la protezione che il naso offre contro la broncocostrizione da sforzo è un argomento in più, documentato in studi sperimentali, per non lasciare la rinite senza terapia nei giorni di allenamento intenso o di gara.

Posso allenarmi a respirare solo dal naso per migliorare? Alcuni studi hanno esplorato questa pratica in corridori già abituati a farlo, con risultati non definitivi sulla prestazione competitiva. Non è una cosa che si improvvisa, e non sostituisce la terapia della rinite quando serve.

Cosa fare, in pratica

  • Non sospendere la terapia della rinite in vista di una gara: non ti fa respirare meglio dal naso sotto sforzo, e ti toglie i suoi benefici su sonno e bronchi.

  • Se hai anche l'asma o una storia di sintomi da sforzo, parlane con il tuo allergologo prima della stagione, non a ridosso della prima gara.

  • Non aspettarti un guadagno di prestazione diretto dal trattamento della rinite: aspettati di dormire meglio e di arrivare alla partenza meno congestionato.

  • Se usi un decongestionante da banco, verifica sempre il principio attivo prima di una gara, per la parte che riguarda l'antidoping.

Per approfondire

Il quadro generale su asma, sport e certificazioni è nel pillar Ho l'asma e faccio sport. Sul rapporto fra farmaci per la rinite e antidoping ho scritto in Inalatori per l'asma e antidoping.

Disclaimer

Le informazioni contenute in questo articolo sono basate sulle fonti scientifiche citate in bibliografia e sull'esperienza clinica del Dr. Verna. Non sostituiscono il parere medico personalizzato. Per diagnosi e terapie, consultare il proprio specialista.

Nota sull'uso dell'intelligenza artificiale. La sostanza di questo articolo, cioè le affermazioni cliniche, l'interpretazione dei dati e le conclusioni, è interamente mia. Per la forma del testo e per le immagini mi sono avvalso di strumenti di intelligenza artificiale, rispettivamente Claude di Anthropic e Gemini di Google: strumenti che mi permettono di offrirti un contenuto curato in tempi compatibili con la pratica clinica quotidiana. Ogni articolo è riletto, verificato e approvato da me, che mi assumo per intero la responsabilità di quanto scritto.

VernAllergy, se lo sai ti curi meglio.


Bibliografia

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