Certificato sportivo e asma: cosa ti misurano e chi lo firma

Categorie: Asma
Tutti gli articoli
Certificato sportivo e asma: cosa ti misurano e chi lo firma
Pubblicato il Asma0 Commenti

Certificato sportivo e asma: cosa ti misurano e chi lo firma

Agonistico o non agonistico, chi rilascia il certificato, quali accertamenti prevede il protocollo e cosa serve dire in visita se hai l'asma.

Abstract (EN). Medical certification for sport participation in Italy follows two distinct regulatory tracks. Competitive activity is governed by the 1982 ministerial decree and certification is restricted to sports medicine specialists, with a protocol that includes spirography and maximal exercise ECG for disciplines with high cardiorespiratory demand. Non-competitive activity follows the 2013 and 2014 provisions and may be certified by general practitioners and paediatricians as well. In July 2026 the Ministry of Health issued interpretative guidance on the reference tables for minimum age of access to competitive sport, confirming a general lower limit of eight years. This article explains the distinction for patients with asthma, what the respiratory assessment involves, and what information is worth bringing to the appointment. It does not anticipate any fitness judgement, which remains the exclusive competence of the sports physician.

--

In breve

Il certificato agonistico lo rilascia solo il medico specialista in Medicina dello Sport. Quello non agonistico può firmarlo anche il medico di famiglia o il pediatra.

Per le discipline a elevato impegno cardiorespiratorio il protocollo comprende anche una prova di funzione respiratoria. È lì che a volte emerge un'asma mai diagnosticata.

L'asma non è di per sé una controindicazione. Il giudizio di idoneità spetta al medico dello sport dopo la visita, e nessuno può anticiparlo a distanza.

Quello che puoi preparare prima: la documentazione respiratoria che possiedi e una descrizione precisa dei sintomi da sforzo.

Settembre, la società sportiva chiede il certificato, e comincia il giro di telefonate. Dal medico di Medicina Generale o dal medico dello sport? Serve l'elettrocardiogramma? E se ho l'asma cambia qualcosa?

Cambia, ma non nel modo che teme la maggior parte delle persone. Avere l'asma non è di per sé un ostacolo. Quello che cambia davvero è quanto sei preparato quando ti siedi davanti a chi la visita deve farla, perché l'informazione che porti orienta il lavoro di chi ti sta valutando.

Questo articolo ti spiega come funziona la certificazione in Italia, quali accertamenti prevedono i protocolli, cosa cambia con l'asma e cosa conviene preparare prima. Una cosa che non troverai è un'anticipazione dell'esito: il giudizio di idoneità lo formula il medico dello sport dopo averti visitato, e nessun articolo può sostituirsi a quella valutazione.

Due strade diverse, non una scala di difficoltà

La distinzione italiana non è fra chi fa sport sul serio e chi no. È fra due regimi normativi separati.

Attività agonistica. Riguarda gli atleti che la Federazione o l'Ente di promozione sportiva qualifica come tali. Attenzione a questo punto, perché genera equivoci: non lo decidi tu in base a quanto ti alleni, lo stabilisce la società in base al tesseramento. Il certificato lo rilascia esclusivamente il medico specialista in Medicina dello Sport, dopo gli accertamenti previsti dal decreto ministeriale del 18 febbraio 1982.

Attività non agonistica. Qui la certificazione può essere rilasciata anche dal medico di Medicina Generale o dal pediatra di Libera Scelta per i propri assistiti, oltre che dallo specialista in Medicina dello Sport e dai medici della Federazione Medico Sportiva Italiana. La cornice è quella del decreto del 24 aprile 2013 e delle linee guida dell'agosto 2014.

La conseguenza pratica: prima di prenotare, chiedi alla tua società quale dei due ti serve. Prenotare la visita sbagliata è il modo più comune di perdere due settimane a inizio stagione.

Cosa prevede il protocollo agonistico

Il decreto del 1982 distingue le discipline per impegno.

Per gli sport del primo gruppo il pacchetto minimo comprende anamnesi, esame obiettivo, esame delle urine ed elettrocardiogramma a riposo.

Per gli sport a elevato impegno cardiocircolatorio, che sono quelli a cui pensa la maggior parte delle persone, atletica, calcio, nuoto, ciclismo, pallacanestro, pallavolo e altri, agli accertamenti precedenti si aggiungono l'elettrocardiogramma da sforzo massimale e la spirografia.

Quest'ultima è la parte che riguarda direttamente chi ha l'asma: è una misura di quanta aria riesci a mobilizzare e con che velocità. Non è un adempimento formale, ed è il motivo per cui capita che un'asma mai diagnosticata venga individuata proprio lì, durante una visita fatta per tutt'altro.

Il medico dello sport può inoltre richiedere approfondimenti specialistici quando emerge qualcosa che merita di essere chiarito. Non è un brutto segno: è il sistema che funziona come dovrebbe.

Cosa è cambiato nel 2026

Sulle età minime di accesso all'attività agonistica il quadro si è mosso.

Con una nota del novembre 2025 il Ministero della Salute ha aggiornato la tabella di riferimento prevista dal decreto del 1982, limitatamente alle discipline per cui era stata richiesta una modifica, sulla base di un documento elaborato dal CONI su proposta delle Federazioni, con il parere della Federazione Medico Sportiva Italiana e le considerazioni del Consiglio Superiore di Sanità.

Con una seconda nota del 31 luglio 2026 il Ministero ha fornito elementi interpretativi, esplicitando nella tabella le discipline assimilate per tipologia di rischio ai fini degli accertamenti sanitari, e alcune modifiche di nomenclatura.

Resta fermo il limite generale di otto anni per l'inizio dell'attività agonistica, con rinvio ai regolamenti sanitari delle singole Federazioni per la distinzione fra età solare, età sportiva ed età anagrafica.

Livello di certezza: fonte normativa in vigore. Per i genitori la conseguenza pratica è una sola: le tabelle aggiornate esistono e sono pubbliche, e se hai un dubbio sull'età di accesso della disciplina di tuo figlio il riferimento è quello, non il passaparola in spogliatoio.

Cosa cambia se hai l'asma

Prima cosa, e va detta con chiarezza: l'asma non è una controindicazione di per sé, e questo articolo non anticipa nessun giudizio. Quello che segue riguarda come arrivare preparato alla visita.

Omettere l'asma per non complicare le cose è il modo più sicuro di complicarle.

Dichiarala. Sembra ovvio e non lo è. Capita che una persona ometta l'asma per timore che complichi le cose, e il risultato è l'opposto: chi valuta lavora su un quadro incompleto, e se poi qualcosa emerge dalla spirografia il percorso si allunga invece di accorciarsi.

Porta la documentazione che hai. Spirometrie precedenti, eventuali test di provocazione, le terapie in corso con il principio attivo e non solo il nome del prodotto. Se non hai mai fatto una prova di funzione respiratoria, dirlo è a sua volta un'informazione utile.

Descrivi i sintomi da sforzo con precisione. Quando compaiono rispetto all'inizio e alla fine dell'attività, quanto durano, che tipo di rumore fanno, se il farmaco al bisogno cambia qualcosa. Sono i dettagli che orientano l'inquadramento, e li ho spiegati per esteso in Ho l'asma e faccio sport.

Se non hai una traccia scritta, cominciala adesso. Due settimane di annotazioni valgono più di un riassunto a memoria in sala d'attesa, e su come tenerla ho raccolto dei criteri in come scegliere un diario dell'asma.

Due competenze diverse, che non si sostituiscono

Questo è il punto che in ambulatorio va chiarito più spesso.

L'idoneità la firma il medico dello sport. L'asma la inquadra l'allergologo. Non si sostituiscono.

Il medico dello sport valuta l'idoneità e rilascia il certificato. È una competenza esclusiva e non delegabile.

L'allergologo o lo pneumologo inquadrano la malattia: confermano o escludono una broncocostrizione da sforzo, documentano la funzione respiratoria, aggiornano il piano di gestione. E, quando serve, producono la certificazione a supporto della domanda di esenzione antidoping, che è ancora un'altra cosa e non sostituisce né l'una né l'altra. Di quel percorso ho scritto in Inalatori per l'asma e antidoping.

Prima l'inquadramento clinico, poi la visita per il certificato. Al contrario si finisce a rincorrere gli esami.

Le due valutazioni lavorano bene insieme quando arrivano nell'ordine giusto: prima l'inquadramento clinico, poi la visita per il certificato. Al contrario, cioè partendo dalla scadenza del tesseramento, si finisce spesso a rincorrere gli accertamenti.

Domande frequenti

Con l'asma posso ottenere l'idoneità agonistica? Il giudizio spetta al medico dello sport dopo la visita e gli accertamenti previsti, e nessuno può anticiparlo a distanza. Quello che posso dirti è che l'asma non è di per sé una controindicazione, e che moltissime persone con asma praticano sport a livello agonistico.

Mi hanno trovato qualcosa alla spirografia e non lo sapevo. Capita, ed è uno dei motivi per cui quell'esame sta nel protocollo. È il momento di fare un inquadramento allergologico o pneumologico, perché un rilievo isolato va interpretato nel contesto clinico. Ne ho parlato a proposito di asma che compare in età adulta e resta senza diagnosi per anni.

Devo portare l'inalatore alla visita? Porta la confezione, non solo il nome. Il principio attivo stampato sulla scatola è l'informazione che serve.

Mio figlio ha otto anni: può iniziare l'agonistica? Il limite generale è di otto anni, ma per la singola disciplina valgono le tabelle di riferimento aggiornate e i regolamenti sanitari della Federazione. È una cosa che la società sportiva sa, o deve sapere.

Quanto vale il certificato? La validità è annuale. Conviene segnarsi la scadenza al momento del rilascio, perché a settembre gli ambulatori sono nel loro picco di richieste.

Cosa fare, in pratica

  • Chiedi alla società se il tuo tesseramento è agonistico o non agonistico: cambia chi firma e cosa prevede la visita.

  • Prenota con anticipo rispetto all'inizio dei corsi, non dopo.

  • Se hai l'asma, dichiarala e porta la documentazione che possiedi.

  • Se non hai mai documentato la funzione respiratoria, valuta con il tuo allergologo se farlo prima della visita per il certificato.

  • Annota la data di scadenza del certificato il giorno stesso in cui te lo consegnano.

Per approfondire

Gli altri contenuti su asma e sport, e in generale sulla gestione della malattia, stanno nella sezione Asma del blog.

Disclaimer

Le informazioni contenute in questo articolo sono basate sulla normativa citata in bibliografia e sull'esperienza clinica del Dr. Verna. La materia è soggetta ad aggiornamenti ministeriali e a specificità regionali e federali. Questo articolo non esprime né anticipa alcun giudizio di idoneità, che compete esclusivamente al medico specialista in Medicina dello Sport. Per diagnosi e terapie, consultare il proprio specialista.

VernAllergy, se lo sai ti curi meglio.

Bibliografia

  1. Federazione Medico Sportiva Italiana. Leggi Nazionali, raccolta della normativa vigente sulla certificazione medico sportiva. https://www.fmsi.it/leggi-nazionali/

  2. Federazione Medico Sportiva Italiana. Modifica dell'età minima di accesso all'attività sportiva agonistica. https://www.fmsi.it/modifica-delleta-minima-di-accesso-allattivita-sportiva-agonistica/

  3. Ministero della Salute. Elementi esplicativi in merito alla Nota prot. n.0040512-27/11/2025-DGPRE-MDS-P, 31 luglio 2026. https://www.fmsi.it/wp-content/uploads/Nuova-Trasmissione-alle-Regioni-Tabelle-Coni-con-chiarimenti_rev-1.pdf

  4. Ministero della Salute. Tabelle di riferimento per l'età minima di accesso alla pratica sportiva agonistica, aggiornate al 31 luglio 2026. https://www.fmsi.it/wp-content/uploads/Nuova-Trasmissione-alle-Regioni-Tabelle-Coni-con-chiarimenti.ALLEGATO.pdf

  5. Price OJ, Papadopoulos NG, Antolín Amérigo D, et al. Exercise Recommendations and Practical Considerations for Asthma Management: An EAACI Position Paper. Allergy. 2025;80(6):1572-1591. https://doi.org/10.1111/all.16573

Potrebbe interessarti anche

0 Commenti

    Scrivi un commento